Chiedere che ai Comuni montani più svantaggiati venga riconosciuto il massimo livello di sconto regionale sugli acquisti di carburante da autotrazione. È questa la richiesta al centro della petizione consegnata oggi al presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, da cittadini e amministratori delle aree montane.
Il documento, sostenuto da circa 1.400 firme, riguarda i Comuni classificati in zona C di svantaggio socio-economico e chiede il loro inserimento nella fascia di agevolazione più alta, indicata come fascia 0.
Le difficoltà della mobilità in montagna
Alla base della richiesta c’è la condizione di svantaggio strutturale delle aree montane, dove gli spostamenti quotidiani risultano spesso obbligati e più costosi.
Nel testo viene evidenziato come il trasporto pubblico locale non sia sempre sufficiente a garantire collegamenti adeguati verso luoghi di lavoro, scuole, servizi sanitari, uffici e attività commerciali. A questo si aggiungono distanze maggiori, viabilità complessa, dislivelli e condizioni climatiche che incidono direttamente sui consumi e sui costi della mobilità. I promotori chiedono quindi un intervento della Regione per ridurre uno svantaggio territoriale definito “evidente” e per tutelare la residenzialità nelle aree montane.
La posizione del presidente Bordin
Nel corso dell’incontro, il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin ha riconosciuto le difficoltà vissute dalle comunità montane sul fronte dei servizi e dei costi della mobilità.
“Le diverse condizioni vissute da queste comunità sul fronte dei servizi e dei costi della mobilità sono evidenti”, ha affermato Bordin, sottolineando però che ogni intervento sulla normativa dei carburanti richiede un approfondimento tecnico e giuridico accurato per evitare possibili impugnazioni. Il presidente ha aggiunto che la richiesta sarà comunque valutata dalla Commissione competente, senza anticipare giudizi di merito.
L’ipotesi di misure alternative
Durante il confronto è emersa anche la possibilità di valutare soluzioni alternative nel caso in cui l’estensione della fascia massima di sconto risultasse complessa sul piano tecnico o giuridico.
Tra le ipotesi, quella di una misura diversa ma finanziariamente equivalente, pensata in modo specifico per sostenere la residenzialità in montagna, sulla falsariga di altre agevolazioni già previste per chi vive in aree svantaggiate.
Le opposizioni: “Serve una risposta istituzionale”
Alla consegna della petizione erano presenti anche diversi consiglieri dei gruppi di opposizione. In particolare, Andrea Carli del Partito Democratico ha sostenuto l’iniziativa, sottolineando la natura collettiva della richiesta. “Non rappresenta una richiesta isolata, ma è espressione di un fronte comune tra amministratori e cittadini. Ciò rende ancora più forte la necessità di dare una risposta istituzionale”, ha dichiarato Carli.
