Il futuro del Kanin passa per una gara pubblica che guarda anche ai vicini di casa del Friuli Venezia Giulia. Il Comune di Bovec ha ufficialmente aperto i termini per l’ingresso di un socio privato nella compagnia Sončni Kanin d.o.o., la società che gestisce gli impianti della stazione sciistica più alta della Slovenia (2.293 metri).
Per il territorio friulano non è una notizia come le altre: l’obiettivo di fondo dell’operazione è infatti la ricostruzione del collegamento transfrontaliero con Sella Nevea, ricreando quel prodotto turistico unico capace di unire la Valle dell’Isonzo (Soča) e le Alpi Giulie in un grande polo sciistico transfrontaliero.
Il piano sul tavolo: scadenze e cifre
Il bando, i cui dettagli sono stati pubblicati sul sito dell’ente sloveno, fissa una scadenza precisa: le offerte vincolanti dovranno essere presentate entro le ore 12:00 del 20 luglio 2026. La base finanziaria richiesta per sedersi al tavolo è importante.
Dal potenziale partner strategico si attendono almeno 25 milioni di euro: 2,5 milioni subito sul piatto per la ricapitalizzazione iniziale e i restanti 22,5 milioni da garantire attraverso successivi strumenti finanziari. Chi entrerà nella società otterrà i diritti di costruzione e la gestione dell’area. Chiunque vinca la gara dovrà correre: il cronoprogramma impone di completare le opere entro tre anni.
Un’opera da 100 milioni: il nodo dei fondi statali
I 25 milioni chiesti ai privati sono però solo il primo tassello. Il masterplan complessivo prevede la demolizione e il rifacimento completo della vecchia cabinovia ad agganciamento automatico e della seggiovia, oltre alla costruzione di un maxi parcheggio sotterraneo e al rinnovo del ristorante Prestreljenik. Il costo totale dell’operazione supera i 100 milioni di euro.
Per coprire la differenza, Bovec punta tutto sullo Stato sloveno, dal quale si aspetta un cofinanziamento pubblico dell’80% (una misura già concessa ad altri poli sciistici del Paese). L’amministrazione conta di ottenere il permesso di costruire definitivo proprio entro la scadenza del bando a luglio, momento in cui scatterà il semaforo verde per i cantieri.
L’asso nella manica: neve d’alta quota
In un momento storico in cui il turismo invernale fa i conti con il cambiamento climatico, il Kanin ha una carta da giocare: la quota e la statistica dei flussi meteorologici. I dati storici e idrometeorologici dicono che l’area transfrontaliera Kanin-Sella Nevea registra una media di 10-12 metri di neve fresca all’anno. Si tratta di una delle zone più nevose dell’intero arco alpino.
L’idea di Bovec è quella di sfruttare questa risorsa tutto l’anno. La Valle dell’Isonzo è già un punto di riferimento europeo per gli sport outdoor estivi – dal rafting al kayak, fino al trail running e alla mountain bike. Il nuovo impianto verrebbe quindi sfruttato come una piattaforma aperta quattro stagioni, capace di muovere numeri importanti in sinergia con il versante italiano.
A lavori ultimati, le stime indicano che il solo versante sloveno potrebbe accogliere 3.000 persone al giorno, pronte a diventare 5.000 sciatori quotidiani nell’intera area non appena i motori del collegamento transfrontaliero con Sella Nevea torneranno a girare a pieno regime.
