Il riso friulano arriva sulle tavole: presentato il primo raccolto

Presentato il primo raccolto del Consorzio di produttori del riso friulano.

Completato con successo il primo raccolto di riso friulano del Consorzio di produttori che ha deciso di investire su questo cereale di antica tradizione nella nostra regione, ma di cui si era persa la diffusione. Un gruppo di aziende si sono infatti messe assieme e hanno investito su tutta la filiera, dal campo alla tavola, come è stato presentato oggi a Mortegliano.

Presenti il ministro per i Rapporti col Parlamento Luca Ciriani, la presidente dell’Ente nazionale risi Natalia Bobba, l’eurodeputato Alessandro Ciriani, il consigliere regionale Alberto Budai, il presidente del consorzio Fvg Via dei Sapori Walter Filiputti e il presidente di Bcc Pordenonese e Monsile Loris Paolo Rambaldini.

La varietà e il primo raccolto.

La varietà di riso scelta dal Consorzio, che ha sede a Codroipo, è il Sant’Andrea, il cui chicco è noto per rimanere morbido se risottato: ha la capacità di assorbire il condimento e tendere a mantecare grazie al rilascio di amido, rendendolo ideale per ottenere risotti cremosi. Se in passato le risaie, presenti soprattutto nella bassa friulana, erano scomparse a causa della scarsità idrica, la tecnica colturale adottata ora è in asciutta, al pari di altri cereali estivi come il mais o la soia. Questa tecnica sperimentale riduce drasticamente il consumo di acqua e, di conseguenza, limita la proliferazione di funghi e parassiti e riduce quindi l’utilizzo di fitofarmaci, allo stesso tempo garantendo un prodotto innovativo, genuino e di alta qualità. 

“Per questo primo raccolto sono stati utilizzati 12,5 ettari distribuiti nei comuni di Porpetto, Camino al Tagliamento, Varmo e San Vito di Fagagna. Visto l’entusiasmo della domanda puntiamo a estendere la coltivazione il prossimo anno a oltre cento” ha spiegato il presidente Valentino Targato, che guida una squadra formata per ora da cinque aziende agricole: oltre alla sua anche Bernardis, Di Lenarda, Pilutti e D’Orlandi. A supportare il progetto fin dal primo momento la Bcc Pordenonese e Monsile.

Il progetto.

“Siamo partiti in cinque ma il progetto è aperto – ha aggiunto Targato – il nostro sogno è quello di consolidare un’intera filiera del riso rigorosamente friulana che possa dare valore e speranza ai contadini della nostra regione e soprattutto alla prossima generazione di agricoltori”. Infatti, la redditività è il motore dell’iniziativa: con una resa di circa 60 quintali per ettaro e un prezzo di vendita di 50-60 euro al quintale, quando il mais si attesta sui 20-25 euro.

Bobba ha dato supporto a questa sfida tutta friulana che parte col piede giusto: “Nel segno della salubrità e della sostenibilità, per contrastare la concorrenza sleale delle importazioni estere”. Minaccia indicata anche dall’eurodeputato Ciriani che ha stigmatizzato “il dumping di Paesi extra Ue che usano prodotti chimici nocivi e sfruttano la manodopera, anche minorile”.

“L’autosufficienza alimentare non va sottovalutata e il Friuli fa da barriera alle eurofollie” ha aggiunto a nome della Regione il consigliere Budai. “È una giornata frutto della caparbietà degli imprenditori friulani e simbolo di come il riso sia un esempio del Made in Italy” ha sostenuto il ministro Ciriani. “Siamo stati sostenitori di questo progetto fin dall’inizio – ha dichiarato Rambaldini per la Bcc Pordenonese e Monsile – perché concilia redditività e ambiente, oltre a essere di supporto alla nostra ristorazione di qualità”.

E infatti la presentazione è stata accompagnata da una prova pratica, grazie allo staff della trattoria “Da Nando” guidata dai fratelli Ivan e Sandro Uanetto. Strisules con pastella di riso, risotto con zucca, formaggio pastorut e aceto balsamico e quello con verza e salsiccia, dolce con riso e cioccolato e anche il test del riso friulano al naturale. Un menu che ha entusiasmato i presenti e che ha dimostrato come questo prodotto possa ambire a essere protagonista di grandi menù di rinomati ristoranti come delle tavole quotidiane dei friulani.