Il Friuli non dimentica: una lapide per i soccorritori morti nello schianto del 1977

La locuzione dell'assessore regionale Riccardo Riccardi durante la cerimonia svoltasi a Tramonti

Una lapide per non dimenticare chi perse la vita mentre portava aiuto alle comunità colpite dal terremoto del Friuli. È stata scoperta oggi a Tramonti di Sotto, nel Pordenonese, la targa dedicata alla memoria dei quattro vigili del fuoco elicotteristi Antonio Alfano, Sabatino Bocchetto, Amato Celli e Antonino Pedone e del civile Pio Francesco Perin.

I cinque uomini persero la vita il 16 aprile 1977 nello schianto dell’elicottero con cui stavano operando a sostegno delle comunità terremotate: l’elicottero che li trasportava dopo l’ultimo viaggio che portava materiale da costruzione per l’installazione di prefabbricati, si schiantò sulle rive dello specchio d’acqua.

Alla cerimonia hanno partecipato l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, il sindaco Gianpaolo Bidoli, il comandante dei Vigili del fuoco di Pordenone Giorgio Basile, il direttore regionale dei Vigili del fuoco Luigi Giudice, il presidente onorario dell’Associazione nazionale Vigili del fuoco Gioacchino Giomi e i familiari delle vittime.

Il Friuli ringrazia e non dimentica chi ha sacrificato la propria vita per portare aiuto alla popolazione colpita dal terremoto. Ricordare oggi questi cinque uomini significa rendere omaggio a un esempio di servizio, coraggio e solidarietà che continua a rappresentare un riferimento per le comunità e per tutto il sistema dei soccorsi”, ha dichiarato Riccardi durante la commemorazione.

Il ricordo a cinquant’anni dal terremoto

Nel suo intervento l’assessore regionale ha sottolineato il significato della cerimonia, ricordando come i cinque soccorritori fossero ancora impegnati nelle attività di assistenza alle popolazioni colpite dal sisma del 1976, a quasi un anno dalla tragedia. Riccardi ha inoltre evidenziato il ruolo svolto dai Vigili del fuoco nelle emergenze, definendoli “un autentico pilastro senza il quale questo Paese non sarebbe quello che è”.

Il legame tra Protezione civile e Vigili del fuoco

L’assessore ha poi richiamato il rapporto storico e operativo che lega il sistema regionale della Protezione civile al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, ricordando come proprio l’esperienza del terremoto del Friuli abbia mostrato la forza della collaborazione tra soccorritori e comunità locali.

Secondo Riccardi, la ricostruzione seguita al sisma del 1976 rappresenta ancora oggi un modello capace di coniugare la solidarietà della popolazione con l’efficienza dell’organizzazione dei soccorsi. Un’esperienza che, ha osservato l’assessore, continua a essere un punto di riferimento anche nell’affrontare le emergenze contemporanee e gli eventi estremi sempre più frequenti legati ai cambiamenti climatici.