I Vigili del Fuoco cittadini onorari di Gemona: “Da quella tragedia nacque un modello di soccorso”

Conferita la cittadinanza onoraria al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco durante il Raduno nazionale.

Una cerimonia carica di memoria, riconoscenza e commozione ha accompagnato, questa mattina a Gemona del Friuli, il conferimento della cittadinanza onoraria al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Il riconoscimento è stato consegnato dal sindaco Roberto Revelant durante la seduta del Consiglio comunale a Palazzo Botton, nell’ambito del Raduno nazionale dei Vigili del Fuoco.

Un momento dal forte valore simbolico, celebrato nella stessa sala consiliare che, la sera del 6 maggio 1976, stava ospitando una seduta del Consiglio comunale quando il terremoto colpì il Friuli. A ricordarlo, in apertura, è stato l’assessore comunale Loris Cargnelutti, promotore del riconoscimento ed egli stesso Vigile del Fuoco.

“Il 6 maggio del 1976 non è una semplice data, ma una ferita che provocò 989 vittime e lasciò segni. Eppure, fu l’inizio di una delle pagine più alte della nostra storia civile: i Vigili del Fuoco, l’esercito e tutti coloro che prestarono soccorso trasformarono la paura in solidarietà. Da quella tragedia nacque un nuovo modello di intervento pubblico”, ha affermato il Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Eros Mannino, accogliendo con gratitudine il conferimento della cittadinanza onoraria.

Mannino ha poi richiamato il legame umano nato nei giorni drammatici del sisma e negli anni della ricostruzione. “Quando interveniamo in questi contesti più duri – ha detto riferendosi all’opera di soccorso e ricostruzione dopo il terremoto del 1976 – condividiamo emozioni con le persone che soccorriamo e si creano relazioni umane che rimangono nel tempo e creano un gemellaggio spontaneo che dura per tutta la vita”.

Il ricordo del terremoto e il legame con Gemona

Il riconoscimento conferito dal Comune rappresenta un atto di gratitudine verso il lavoro svolto dai Vigili del Fuoco durante una delle pagine più dolorose della storia friulana. Nella delibera, letta dallo stesso Cargnelutti, si conferisce “la cittadinanza onoraria del Comune di Gemona del Friuli al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, come riconoscimento del lavoro instancabilmente prestato a favore della comunità di Gemona del Friuli, anche a rischio della propria incolumità, in occasione del sisma che nel 1976 ha duramente colpito il Friuli e segno di riconoscenza dell’intera comunità”.

Il legame tra il Corpo e la città è stato richiamato anche attraverso una frase apparsa, dopo il sisma, sulla parete di un edificio gravemente danneggiato di Gemona: “I Vigili del fuoco hanno visto, hanno pianto, uno per tutti”.

Nel suo intervento, il sindaco Roberto Revelant ha sottolineato il valore umano e civile dell’impegno dei soccorritori. “Avete onorato i caduti recuperando le salme sotto le macerie e dato speranza ai vivi sottratti alla morte liberandoli dai ruderi”, ha detto. “I Vigili del Fuoco, coordinati dal Commissario Straordinario Onorevole Zamberletti, hanno espresso qualità notevole nell’emergenza, hanno avuto perdite, hanno saputo dare risposta organizzata a un’emergenza terribile”.

“È possibile risorgere da tante rovine e dolore”

Alla cerimonia è intervenuto anche il presidente dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco, Enrico Marchionne, che ha espresso emozione per il ritorno a Gemona e per il significato del riconoscimento.

“Siete una popolazione che ha sofferto”, ha detto Marchionne. “Ritrovo una cittadina che non vedevo da tanto tempo, più bella e più grande: è una gioia pensare che è possibile risorgere da tanta rovina e dolore, questo è merito della magnifica gente di questa terra. Generazioni che si sono impegnate hanno sofferto e dimostrato tutto il proprio valore e ingegno per ricostruire da tanta distruzione, stabilendo addirittura un modello che discende dalla storia, dalla mentalità e dall’impegno dei friulani”.

A ricordare la forza della memoria e il valore della trasmissione tra generazioni è stato anche il presidente onorario Gioacchino Giomi. “Ho apprezzato quanto vivo sia il ricordo e l’amore con cui tutti voi friulani ricordate i nostri padri che ci hanno insegnato a fare il mestiere del Vigile del Fuoco e trasmetto i valori che cerchiamo di tramandare attraverso l’associazione”.

La cerimonia si è arricchita anche con gli interventi del prefetto di Udine, Domenico Lione, e dell’assessore regionale Barbara Zilli, in rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia. Zilli ha ricordato come “fin dal buio di quella notte abbiamo avuto le mani dei Vigili del Fuoco a scavare e una popolazione che ha accompagnato all’orgoglio del Fasin di bessoi – Facciamo da soli, la capacità di accogliere l’aiuto”.

Il programma del Raduno nazionale: verso la grande sfilata.

Il Raduno nazionale dei Vigili del Fuoco prosegue anche nel pomeriggio e in serata. Alle 16, a Udine, in via Popone, il piazzale antistante alla caserma cittadina, sede operativa dei Vigili del Fuoco del capoluogo, sarà intitolato ufficialmente al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Sempre a Udine, alle 17.30, l’arcivescovo Riccardo Lamba celebrerà la Santa Messa in Duomo, mentre alle 21 il Teatro Giovanni da Udine ospiterà il concerto gratuito della Banda Musicale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, offerto alla cittadinanza. L’ingresso è gratuito tramite prenotazione su Vivaticket.

Domani, domenica 7 giugno, il raduno si chiuderà a Gemona con l’ammassamento dei radunisti in Piazza del Ferro alle 9.30. Dalle 10 sono previste la cerimonia ufficiale e la sfilata per le vie della città.

Fino a oggi resta aperta anche la Cittadella della Sicurezza in Piazza Primo Maggio a Udine, con gli spazi esperienziali “Casa Sicura” e “Casa degli Errori”, pensati per imparare a prevenire gli incidenti in ambito domestico, affiancati dalla mostra statica di automezzi. L’apertura è prevista con orario 9-12 e 15-19.