Gorizia ha un nuovo arcivescovo: papa Leone XIV nomina mons. Giampaolo Dianin

Il Santo Padre, papa Leone XIV, ha nominato mons. Giampaolo Dianin nuovo arcivescovo metropolita di Gorizia, trasferendolo dalla diocesi di Chioggia. La nomina è stata resa nota dal bollettino della Sala stampa vaticana e segna l’inizio di una nuova fase per la Chiesa goriziana, che accoglierà il nuovo presule il prossimo 12 luglio, nella solennità dei santi patroni Ermacora e Fortunato.

Fino a quella data mons. Carlo Roberto Maria Redaelli continuerà a svolgere il ruolo di amministratore apostolico della diocesi e saluterà ufficialmente la comunità il 28 giugno nella cattedrale di Gorizia.

L’annuncio di Redaelli: «Un’ottima scelta»

Nel messaggio pubblicato sul sito dell’Arcidiocesi, mons. Redaelli ha espresso parole di profonda stima per il suo successore: “Mons. Giampaolo è un vescovo con una grande preparazione culturale e una significativa esperienza pastorale, in particolare negli ambiti della famiglia, del laicato e delle vocazioni”.

L’arcivescovo emerito ha inoltre sottolineato “la capacità di leggere con fede e intelligenza la realtà attuale, il coraggio nel proporre vie nuove, l’attenzione alle persone e la capacità di relazione” del nuovo metropolita, definendo la scelta del Pontefice “un’ottima scelta per noi”.

Chi è mons. Giampaolo Dianin

Nato a Teolo, in provincia di Padova, il 29 ottobre 1962, mons. Dianin è stato ordinato sacerdote il 7 giugno 1987 nella Basilica di Santa Giustina. Dopo gli studi alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, dove ha conseguito il dottorato in Teologia morale, ha ricoperto numerosi incarichi pastorali e formativi nella diocesi di Padova.

Dal 2021 era vescovo di Chioggia. Attualmente presiede la Commissione per il clero e quella per i seminari della Conferenza episcopale triveneta ed è Visitatore dei seminari in Italia per il Dicastero per il Clero.

Il messaggio del nuovo arcivescovo

Nel primo messaggio rivolto alla Chiesa di Gorizia, il nuovo arcivescovo ha raccontato lo stato d’animo con cui ha accolto la chiamata del Papa, arrivata “come un temporale primaverile, inaspettato” dopo appena quattro anni e mezzo a Chioggia.

Dianin non ha nascosto “la fatica di questo passaggio”, spiegando di sentirsi ancora profondamente legato alla diocesi clodiense e ai percorsi pastorali avviati negli ultimi anni. “Nel mio ministero di prete ho sempre detto di sì come avevo promesso nel giorno dell’ordinazione”, ha scritto il presule, aggiungendo di affidarsi alla fede per affrontare il nuovo incarico.

Rivolgendosi direttamente ai fedeli goriziani, Dianin ha delineato il tono del suo futuro ministero pastorale: “Vengo in mezzo a voi per ascoltare, conoscere, inserirmi in una storia che parte da lontano“. Un riferimento alla tradizione civile e cristiana di Aquileia e alle radici storiche della diocesi, che il nuovo arcivescovo ha definito “un onore e una responsabilità”.

Il nuovo metropolita ha inoltre sottolineato la ricchezza culturale e linguistica del territorio, ricordando la presenza delle comunità friulana e slovena. “Non conosco la lingua friulana né quella slovena – ha ammesso -, ma il vostro linguaggio sarà anche il mio linguaggio“. Nel messaggio ha voluto inserire anche alcuni passaggi in friulano e sloveno, come segno di attenzione verso le diverse identità presenti nell’arcidiocesi.

Dianin ha escluso l’intenzione di presentarsi con «programmi o strategie pastorali», preferendo richiamare lo stile della corresponsabilità e del cammino condiviso: “Cercheremo insieme la volontà di Dio“. “Vengo, pellegrino con voi, in questa terra bagnata dal sangue dei martiri di Aquileia” ha concluso il nuovo arcivescovo, affidando il futuro cammino comune ai valori della comunione e della fraternità “nel nome di Cristo”.