Un nuovo collegamento naturale unisce il bosco Coda Manin e il bosco Baredi, due importanti lembi di foresta planiziale della Bassa friulana. È stato inaugurato a Muzzana del Turgnano il nuovo corridoio ecologico pensato per permettere agli animali di spostarsi in sicurezza tra le due aree boschive e favorire, allo stesso tempo, la tutela e lo sviluppo della biodiversità.
Le aree coinvolte nel progetto sono state acquistate grazie a risorse del Comune, mentre per la realizzazione dell’intervento la Regione Friuli Venezia Giulia ha concesso un contributo da 250mila euro, pari all’importo massimo previsto dal bando.
Quattromila nuove piante e un’area umida
I lavori hanno portato alla messa a dimora di circa quattromila piante autoctone, provenienti dal vivaio forestale regionale di Tarcento. Sono stati inoltre creati nuovi sentieri e una zona umida destinata a diventare un ambiente favorevole alla presenza e alla riproduzione di numerose specie animali e vegetali. Il corridoio attraversa infatti un’area particolarmente ricca dal punto di vista naturalistico, dove trovano habitat diverse specie, tra cui il toporagno, e dove sono presenti anche prodotti caratteristici e preziosi come il tartufo.
A ricostruire la nascita e le diverse fasi dell’intervento durante l’inaugurazione è stata la sindaca di Muzzana del Turgnano, Genziana Buffon, che ha espresso la soddisfazione dell’Amministrazione comunale per il traguardo raggiunto. L’assessore comunale Davide Pavanello ha invece sottolineato come la salvaguardia della biodiversità sia stata la priorità attorno alla quale è stato costruito l’intero progetto.
Amirante: “Un modello per le infrastrutture verdi e blu”
All’inaugurazione è intervenuta anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, che ha portato il saluto del governatore Massimiliano Fedriga. “Il corridoio ecologico inaugurato oggi a Muzzana del Turgnano rappresenta un primo importante intervento che anticipa l’impostazione del nuovo Piano di governo del territorio. I corridoi ecologici saranno sviluppati come vere e proprie infrastrutture verdi e blu di area vasta, capaci di creare continuità tra le aree naturali e di rafforzare gli effetti degli interventi sul fronte della biodiversità e dell’adattamento ai cambiamenti climatici”, ha spiegato Amirante.
L’assessore ha ricordato che fino ad oggi i due boschi, uno comunale e l’altro privato, erano separati da canali, strade, comprese alcune strade bianche, e terreni coltivati che rappresentavano una barriera alla continuità dell’ambiente naturale. “Il corridoio permette alla vegetazione e agli animali di spostarsi tra le due aree, favorendo gli scambi ecologici e alimentando la biodiversità”, ha aggiunto.
Il progetto, denominato “Lavori di miglioramento paesaggistico ed ecologico della zona dei boschi e degli usi civici di Muzzana”, è nato nell’ambito degli strumenti attuativi della parte strategica del Piano paesaggistico regionale. Secondo Amirante, l’esperienza realizzata nella Bassa friulana rappresenta anche un’anticipazione di quello che la Regione intende sviluppare con il nuovo Piano di governo del territorio.
“Vogliamo passare dalla presenza di singole aree naturali alla costruzione di una rete organizzata e pianificata. In questi anni diversi interventi hanno portato alla creazione di piccole isole verdi; la loro connessione può moltiplicarne gli effetti, aumentando le superfici naturali e contribuendo all’abbattimento delle polveri sottili, alla riduzione delle emissioni climalteranti e all’adattamento climatico”, ha sottolineato.
Il collegamento con la nuova ciclovia TriLiVe
Il progetto non guarda soltanto alla tutela dell’ambiente, ma anche alla possibilità di rendere maggiormente fruibile e conosciuto il territorio. “Il sistema dei boschi di Muzzana rappresenta uno dei luoghi più suggestivi e importanti del Friuli Venezia Giulia. Il corridoio ecologico si interseca inoltre con la nuova ciclovia TriLiVe, che inaugureremo a breve e che offrirà anche alle persone la possibilità di attraversare e conoscere questo patrimonio ambientale”, ha spiegato Amirante.
“Lavorare attraverso una pianificazione di area vasta consente di ottenere risultati maggiori e di dare struttura e continuità alle infrastrutture verdi e blu. Quella realizzata a Muzzana è un’ottima sperimentazione dalla quale partire per costruire una rete territoriale sempre più estesa”, ha concluso l’assessore.
Bordin: “Un patrimonio da valorizzare anche turisticamente”
Sulle potenzialità dell’area è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin. “Quest’opera dimostra la volontà di tutelare e, al tempo stesso, far conoscere un territorio dalle grandi potenzialità. Possiamo realizzare nuovi sentieri e percorsi, ma dobbiamo anche assicurarci che i luoghi siano curati e mantenuti nel tempo, sia per chi li visita, sia per chi vive ogni giorno in queste comunità”, ha affermato.
Per Bordin, i boschi di Muzzana possono rappresentare anche un’importante risorsa dal punto di vista turistico. “Ci troviamo di fronte a qualcosa di speciale, un vero unicum che merita di essere valorizzato anche dal punto di vista turistico. Se sapremo farlo bene, occupandoci con attenzione della manutenzione e della promozione, il numero dei visitatori crescerà, perché questi luoghi hanno davvero molto da offrire”, ha aggiunto.
Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato, oltre a Bordin, Amirante e alla sindaca Buffon, anche il consigliere regionale Igor Treleani, il sindaco di Latisana Lanfranco Sette, i rappresentanti delle istituzioni e numerosi esponenti della comunità locale.

