Pordenone piange Antonio Barato, spentosi lunedì sera all’età di 57 anni dopo una malattia affrontata con coraggio e dignità. Al suo fianco, la moglie Elisa Luzzi e i figli Francesco e Alice.
Figura molto conosciuta e stimata a Pordenone, Barato aveva alle spalle una brillante carriera professionale come direttore di banca, ma il suo cuore batteva forte per la politica e per la sua comunità. Laureato in Economia aziendale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, aveva ricoperto incarichi direttivi in varie filiali del gruppo Bcc, per poi proseguire il suo impegno nel settore bancario con Friulovest Banca.
Accanto al lavoro, coltivava un’autentica passione per la politica, vissuta con entusiasmo e spirito di servizio. Inizialmente tra i promotori di Pordenone 1291, negli ultimi anni era stato uno dei protagonisti della lista Civica, distinguendosi per la sua capacità di coinvolgere, motivare, aggregare. “È stato il motore della nostra campagna elettorale nel 2025”, lo ricorda con commozione Marco Salvador, compagno di viaggio politico e amico. “Aveva un’energia contagiosa e un modo autentico di esserci, sempre sincero e trasparente nei rapporti con gli altri. Mi ha insegnato tanto, e gli sarò sempre grato”.
Il suo impegno pubblico non era frutto del caso: la passione politica scorreva nelle sue vene. Suo padre, Francesco Barato, fu consigliere e assessore comunale tra le fila della Democrazia Cristiana, lasciando un segno nella storia amministrativa cittadina.




