Caso Unabomber, resta il mistero: il gip archivia l’inchiesta bis

Si chiude l’inchiesta bis sugli attentati attribuiti a Unabomber. La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste, Flavia Mangiante, ha rigettato l’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata da una delle vittime, rimasta ferita nell’attentato del 6 maggio 2006 a Porto Santa Margherita di Caorle. Con la decisione della gip, il caso viene definitivamente archiviato.

L’opposizione della parte civile

A chiedere che non si procedesse all’archiviazione era stato il legale dell’ultima vittima, un infermiere mestrino rimasto ferito nel 2006 dopo aver raccolto una bottiglia contenente un ordigno e un messaggio nel fiume Livenza, perdendo tre dita della mano.

Nel procedimento la parte civile aveva chiesto ulteriori accertamenti e il rinvio a giudizio degli indagati, tra cui Elvo Zornitta, assistito dagli avvocati Paolo Dell’Agnolo e Maurizio Paniz. L’ingegnere aveva inoltre rinunciato alla prescrizione, che sarebbe maturata il 6 maggio di quest’anno.

Le motivazioni del rigetto

Nell’ordinanza la gip evidenzia che le nuove tracce di DNA acquisite nel corso dell’inchiesta non risultano riconducibili né a Zornitta né agli altri indagati. Secondo la giudice, le istanze della parte civile ripropongono questioni già esaminate nel corso del procedimento e non aggiungono elementi utili all’accertamento dei fatti.

Le indagini e la richiesta del pubblico ministero

La riapertura dell’inchiesta nel 2022 era stata seguita da una superperizia genetica, dalla quale non erano emerse corrispondenze tra il DNA estratto dai reperti e quello dei soggetti analizzati, inclusi gli undici indagati. Sulla base di questi risultati, il pubblico ministero aveva già richiesto l’archiviazione del caso. Con il rigetto dell’opposizione, la gip ha quindi confermato la richiesta, chiudendo l’inchiesta bis.