Tomadini Open Night: musica dal tramonto a mezzanotte al Conservatorio di Udine

Nel cuore di Udine, il solstizio d’estate si celebra a suon di musica: domenica 21 giugno 2026 torna la Tomadini Open Night, giunta alla sua terza edizione, trasformando il Conservatorio cittadino in un grande palcoscenico all’aperto tra il tramonto e la mezzanotte.

L’appuntamento si svolgerà negli spazi del giardino di Palazzo Otelio, sede del Conservatorio Tomadini, in piazza Primo Maggio, con ingresso libero e senza prenotazione. Un evento pensato come festa collettiva della musica, aperta alla città e a tutti gli appassionati.

Un’apertura tra istituzione e città

La serata sarà inaugurata alle 18.45 con un momento speciale: l’intitolazione di un’aula del Conservatorio al liutaio udinese Sergio Peresson, figura di rilievo internazionale. Il Conservatorio conserva infatti un violino da lui realizzato, affidato agli studenti tramite bando.

Interverranno i familiari di Sergio Peresson, nato a Udine nel 1913 e scomparso nel 1991 nel New Jersey, noto per aver costruito strumenti utilizzati da grandi interpreti come Isaac Stern, Yehudi Menuhin, Jaime Laredo, Eugene Fodor, Maria Bachmann e Ivan Galamian, oltre a un violoncello realizzato negli anni Settanta per Jacqueline du Pré.

Il Conservatorio come palcoscenico aperto

Alle 19 prenderà il via la maratona musicale che accompagnerà il pubblico fino a mezzanotte. L’evento è organizzato dal Conservatorio Tomadini, guidato dalla nuova Direttrice Cristina Nadal e dal Presidente Guglielmo Pelizzo, con la collaborazione dei docenti e degli studenti dell’istituzione.

Cristina Nadal ha sottolineato come la Open Night trasformi per una sera il giardino del Conservatorio in «un palcoscenico a cielo aperto», un’occasione per avvicinare la cittadinanza alla vita musicale dell’istituto. Il Maestro Beppino Delle Vedove, Direttore del Conservatorio dal 2023 al 2026, ha ricordato invece come l’iniziativa nasca per integrare l’Open Day primaverile con un momento di festa serale condivisa.

Dal pop-rock al jazz: un viaggio tra generi

Il programma si aprirà con una grande formazione pop-rock di 20 elementi diretta dal Maestro Valter Sivilotti, con la partecipazione degli insegnanti Giuseppe Saracini, Michele Di Conti, Michele Papadia e Nicola Cantatore. In repertorio brani come I Will Survive e Love Theory.

La serata proseguirà con un percorso che attraversa la musica cameristica, gli ottoni, i fiati e i sax, fino alle formazioni più articolate del Conservatorio. Tra queste, l’Ensemble di fagotti guidato da Alarico Lenti e l’Ensemble di fiati diretto da Antonio Piani, impegnato anche nell’Adagio dalla Gran Partita K 361 di Wolfgang Amadeus Mozart, oltre a brani di Percy Grainger e Matt Johnston.

Ampio spazio sarà dedicato alla musica da camera, con il Duo formato dalla violinista Valentina Manzocco e dalla pianista Dafne Comelli impegnato in Tzigane di Maurice Ravel, e il duo composto dal violinista Ruggero Ottogalli e dal pianista Francesco Morici con la Sonata di César Franck.

Nel programma anche il Quintetto per clarinetto e archi K. 581 di Mozart, il Quintetto per pianoforte e fiati op. 52 di Louis Spohr e il Trio per clarinetto, viola e pianoforte op. 132 di Robert Schumann.

Archi, fiati e contaminazioni sonore

Le formazioni d’archi proporranno repertori che spaziano da César Franck a Felix Mendelssohn, fino a Antonín Dvořák, Dmitrij Šostakovič e Franz Joseph Haydn, in un dialogo tra epoche e linguaggi musicali.

Il Trio Aulòs sarà dedicato a Friedrich Kuhlau, mentre sax e fisarmoniche porteranno in scena repertori che vanno da Janusz Wojtarowicz alla colonna sonora de I Pirati dei Caraibi di Klaus Badelt. L’Ensemble di ottoni chiuderà idealmente il percorso musicale con un viaggio tra epoche diverse, dal barocco di Buxtehude e Bach fino a Edward Elgar, e a celebri pagine del cinema come Ben Hur di Miklós Rózsa.

Il gran finale sotto le stelle

La Tomadini Open Night 2026 si chiuderà a mezzanotte con un omaggio al jazz e a Burt Bacharach, sulle note di That’s What Friends Are For, brano simbolo della versione corale del 1985 interpretata da Dionne Warwick, Elton John, Gladys Knight e Stevie Wonder.

Una lunga notte di musica, dunque, che trasforma il Conservatorio Tomadini in un laboratorio aperto alla città, tra generazioni di studenti e docenti che condividono lo stesso palco per salutare insieme l’inizio dell’estate.