Dal rischio incendi alla biodiversità: così il FVG protegge quasi 20 mila ettari di boschi

Quasi 20 mila ettari di boschi pubblici nelle aree protette del Friuli Venezia Giulia raggiungono un nuovo traguardo nella gestione del territorio. Le superfici forestali pianificate del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, del Parco Naturale delle Prealpi Giulie e delle Riserve Naturali della Val Alba e della Forra del Cellina sono ora interamente certificate secondo gli standard PEFC per la gestione forestale sostenibile.

Un risultato che arriva in un periodo in cui la tutela dei boschi è tornata al centro dell’attenzione anche per l’emergenza incendi che ha interessato diverse aree della regione. La certificazione attesta infatti che queste foreste vengono gestite secondo criteri che puntano alla conservazione della biodiversità, alla prevenzione dei rischi naturali e alla valorizzazione delle risorse del territorio.

Quasi 20 mila ettari di boschi certificati nelle aree protette

Nel dettaglio, sono 19.875 gli ettari di superficie forestale pubblica pianificata che hanno ottenuto la certificazione PEFC: 14.327 ettari nel Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane, 3.413 ettari nel Parco Naturale Regionale delle Prealpi Giulie, 2.066 ettari nella Riserva Naturale Regionale della Val Alba e 69 ettari nella Riserva Naturale Regionale della Forra del Cellina.

La certificazione delle aree protette si inserisce nel percorso del Gruppo per la Gestione Forestale Sostenibile del Friuli Venezia Giulia, coordinato da UNCEM FVG, che ha raggiunto quasi 105 mila ettari di foreste certificate dopo la verifica annuale conclusa positivamente.

Un riconoscimento che riguarda ambiente e territorio

La certificazione PEFC, attraverso verifiche indipendenti, garantisce che il patrimonio forestale venga gestito seguendo standard ambientali, sociali ed economici riconosciuti. L’obiettivo è mantenere nel tempo la capacità di rigenerazione dei boschi, tutelare gli ecosistemi e sostenere le attività legate alla filiera foresta-legno.

“La certificazione del Gruppo gestita da UNCEM Friuli Venezia Giulia è un modello per tutta Italia”, ha affermato Marco Bussone, presidente nazionale UNCEM e presidente PEFC Italia.

“La completa certificazione delle superfici forestali pubbliche pianificate all’interno delle aree protette dimostra come sia possibile costruire una strategia territoriale condivisa tra Comuni, Parchi, Regione e altri enti proprietari. Non si tratta soltanto di tutelare i boschi, ma di assicurarne una gestione continuativa, capace di mantenere la biodiversità, prevenire i rischi naturali, generare servizi ecosistemici e sostenere le filiere e le comunità locali”.

“Un risultato importante per la montagna friulana”

Soddisfazione anche da parte di Ivan Buzzi, presidente di UNCEM Friuli Venezia Giulia e sindaco di Pontebba. “I programmi sviluppati fino a oggi hanno consentito di realizzare un ampio insieme di interventi e di raggiungere obiettivi significativi per il rafforzamento della certificazione forestale”, ha spiegato Buzzi.

“La certificazione rappresenta uno strumento rilevante per accrescere la competitività della filiera foresta-legno regionale e UNCEM FVG ha garantito la continuità della certificazione GFS PEFC ai membri del Gruppo. Nel tempo la sua composizione è cresciuta fino alle attuali 66 organizzazioni aderenti, con quasi 105 mila ettari di foreste certificate”.

Secondo il presidente di UNCEM FVG, il risultato assume un significato particolare proprio nell’anno del trentesimo anniversario degli Enti Parco regionali, rafforzando il ruolo della gestione forestale nella tutela della biodiversità e nel sostegno alle comunità delle aree montane.

Boschi più tutelati contro cambiamenti climatici e dissesto

La gestione forestale sostenibile riguarda non solo la conservazione dell’ambiente, ma anche la sicurezza dei territori. Le foreste svolgono infatti un ruolo nella protezione del suolo e delle risorse idriche, nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e nella prevenzione di fenomeni come incendi e dissesti.

Allo stesso tempo rappresentano una risorsa per le comunità locali, grazie alle attività economiche collegate alla filiera del legno, al turismo e alla fruizione delle aree naturali.