Un duro attacco alla gestione dei progetti urbanistici del Comune di Udine arriva da Ester Soramel, coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia. Al centro della polemica c’è la scelta della giunta comunale di affidare i principali interventi di riqualificazione della città a studi e professionisti esterni al Friuli, escludendo le competenze del territorio per spendere cifre importanti fuori regione.
La coordinatrice di FdI elenca una vera e propria mappa dei progetti finiti in mani esterne, a partire dal Masterplan per la riqualificazione di Borgo Stazione, affidato (ovviamente non gratis) al Politecnico di Torino. Nel mirino della Soramel c’è anche la riqualificazione di Piazza Garibaldi, assegnata allo studio internazionale LAND per una cifra definita “faraonica”, che sfiora il milione di euro.
Ma l’elenco non si ferma qui: l’esponente del centrodestra fa notare come, scorrendo il profilo dell’assessore Marchiol, emerga che anche la riqualificazione di Piazza San Cristoforo sarà affidata a un esterno, precisamente allo studio Waltritsch di Trieste, mentre per i lavori di Viale Cadore la scelta è caduta su una realtà milanese.
Il paradosso sulle eccellenze del territorio
“Ma nella nostra provincia mancano forse gli ingegneri? Mancano gli architetti o i professionisti qualificati?“, si chiede in modo provocatorio Ester Soramel. La risposta, per la coordinatrice cittadina, è un “no” categorico, supportato dal valore espresso dal territorio.
Soramel cita infatti l’Università di Udine, della quale il sindaco è stato Rettore, definita un’istituzione d’eccellenza capace di sbarcare persino in Corea. Un paradosso che salta subito all’occhio, considerando che l’attuale sindaco della città di quell’ateneo è stato proprio il rettore. Oltre all’università, Soramel ricorda i tantissimi professionisti friulani che ottengono premi e riconoscimenti di alto livello praticamente ogni giorno.
Nemo propheta in patria
Il cuore della critica di Fratelli d’Italia sta nel fatto che queste eccellenze non vengano valorizzate proprio dal Comune di Udine, propenso invece ad affidarsi a realtà esterne.
La coordinatrice cittadina conclude il suo affondo con una sferzante citazione: “Evidentemente aveva proprio ragione Gesù quando, davanti allo scetticismo degli abitanti di Nazareth che lo consideravano soltanto il figlio del falegname, pronunciò la celebre frase: Nemo propheta in patria. Una massima che, a quanto pare, a Palazzo D’Aronco conoscono fin troppo bene”.
