L’Università di Udine vince l’“Oscar” del restauro cinematografico a Londra

L’Università di Udine ha vinto il Focal International Award, considerato uno dei più importanti riconoscimenti internazionali nel campo della conservazione e del restauro audiovisivo, grazie al recupero digitale del film inglese del 1917 “The German retreat and the battle of Arras” (La ritirata tedesca e la battaglia di Arras).

Il progetto era tra i finalisti nella categoria “Miglior restauro e preservazione” e la premiazione si è svolta a Londra, alla Church House Westminster. Si tratta di un risultato di rilievo assoluto per l’ateneo friulano, anche perché è la prima volta che un progetto realizzato in collaborazione con un’università viene candidato e premiato nella storia del Focal Award.

Il restauro del film del 1917

Il lavoro di recupero è stato commissionato dall’Imperial War Museum di Londra, con cui l’Università di Udine ha un accordo di ricerca e cooperazione.

Il film, della durata di 77 minuti, è un documentario realizzato durante la Prima guerra mondiale per raccontare i combattimenti e l’avanzata degli Alleati, con l’obiettivo di sostenere il morale della popolazione britannica. Rispetto ad altre produzioni coeve, l’opera si distingue per la forte rappresentazione della distruzione causata dalle armi pesanti sul campo di battaglia. Il film restaurato era già stato presentato in anteprima mondiale alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone.

Il lavoro del laboratorio “La camera ottica”

Il restauro digitale è stato realizzato dal laboratorio “La camera ottica” del Media Lab dell’ateneo, afferente al Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale e insediato al Lab Village.

Il progetto è stato coordinato da Simone Venturini, Gianandrea Sasso e Serena Bellotti, con il contributo del gruppo di ricerca e degli studenti dei corsi in Discipline dell’audiovisivo, dei media e dello spettacolo (DAMS) e della laurea magistrale IMACS.

Le dichiarazioni

“È un risultato di straordinario prestigio per l’Università di Udine – sottolinea il rettore Angelo Montanari – che premia un lavoro di ricerca e sperimentazione di altissimo livello che da decenni caratterizza il settore del restauro e della preservazione dell’audiovisivo nel Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca come dipartimento di eccellenza“.

Per Simone Venturini, il riconoscimento rappresenta un risultato di sistema: “Si tratta di un risultato eccezionale che premia un’intera filiera di ricerca, didattica e terza missione dell’ateneo e del dipartimento e che si deve a un ampio gruppo di lavoro. Oltre a Gianandrea Sasso, direttore tecnico del restauro, e Serena Bellotti, docente di restauro digitale, vanno ricordate le infrastrutture laboratoriali e il contributo delle responsabili scientifiche del Media Lab, Mariapia Comand, e di La Camera Ottica, Cosetta Saba. Il progetto è stato reso possibile anche grazie ai tirocinanti del Dams e della magistrale IMACS e alla collaborazione con l’Imperial War Museum”.

Anche la direttrice del Dipartimento, Linda Borean, ha sottolineato il valore del riconoscimento: “La soddisfazione è davvero tanta – afferma – un riconoscimento che premia la visione innovativa e la tenacia nella sperimentazione, nonché le collaborazioni internazionali del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, dipartimento di eccellenza dell’ateneo”.