Un percorso che parte dalla formazione in aula e arriva fino all’incontro diretto con le fragilità della vita quotidiana. È quello realizzato dagli studenti della Scuola alberghiera IAL di Aviano e del Liceo artistico Galvani di Cordenons, protagonisti di un progetto che mette al centro le persone con demenza e la costruzione di una comunità più inclusiva.
L’iniziativa nasce dai progetti “Impastiamo la vita” e “Cappa e Spada”, promossi dal Servizio Sociale dei Comuni Livenza Cansiglio Cavallo in co-progettazione con la Cooperativa sociale Itaca, con l’obiettivo di rafforzare competenze, relazioni e consapevolezza attraverso esperienze concrete.
La formazione in classe
Nel corso dell’anno scolastico, gli operatori di comunità della Cooperativa Itaca hanno incontrato le classi seconde di Sala, Cucina e Pasticceria dello IAL di Aviano.
Circa sessanta studenti hanno preso parte a un ciclo di quattro incontri dedicati all’invecchiamento e alle patologie dementigene, approfondendo il funzionamento del cervello e della memoria, la loro evoluzione nel tempo e le modalità più adeguate per relazionarsi con le persone fragili. Un percorso pensato per formare futuri professionisti della ristorazione non solo sotto il profilo tecnico, ma anche per svolgere un ruolo attivo nella costruzione di contesti più accoglienti e rispettosi.
L’incontro con il Centro diurno
Il progetto ha poi trovato un momento centrale nell’esperienza diretta sul territorio. Il 27 aprile, un gruppo di studenti di Sala ha partecipato a un’attività presso il Centro diurno di Aviano “A. Formigoni”, contribuendo al servizio della merenda e soprattutto interagendo con gli anziani ospiti.
“A dir poco emozionante. Non mi era mai capitato di servire al tavolo una persona anziana. Prima di entrare pensavo di non riuscire a parlare molto, invece è stato naturale chiacchierare”, ha raccontato uno degli studenti.
Il pranzo comunitario finale
La conclusione del percorso si è svolta il 5 maggio con un pranzo comunitario ospitato alla Scuola alberghiera di Aviano. Gli ospiti del Centro diurno, insieme ai familiari e agli operatori, sono stati accolti dagli studenti e dai docenti in un ambiente curato nei dettagli, dove la competenza professionale si è intrecciata con la cura della relazione umana.
“È stato il coronamento di un percorso iniziato quattro anni fa – ha spiegato la coordinatrice IAL Tania Della Libera –. Gli studenti non hanno svolto solo un servizio tecnicamente professionale, ma un servizio fatto con il cuore, rivolto a persone con fragilità che spesso restano invisibili”.
Le posate inclusive create dagli studenti
Durante l’evento finale è avvenuta anche la consegna dei 14 kit di posate inclusive, realizzati dagli studenti del Liceo artistico Galvani di Cordenons nell’ambito del progetto “Cappa e Spada”.
I kit sono stati pensati per supportare le persone con difficoltà legate all’invecchiamento e alle patologie cognitive, e sono stati sperimentati dagli studenti durante i percorsi di stage prima di essere restituiti simbolicamente alla comunità.
Un progetto che costruisce comunità
L’unione tra “Impastiamo la vita” e “Cappa e Spada” ha dato vita a un percorso educativo che integra competenze professionali, sensibilità sociale e progettazione condivisa. Gli studenti diventano così parte attiva di una comunità che non si limita a osservare la fragilità, ma la accoglie e la interpreta attraverso gesti concreti.
“L’impegno del servizio in questi ultimi anni è stato, e lo è tuttora, sostenere le famiglie del territorio e in particolare quelle con persone affette da deterioramento cognitivo, demenza o Alzheimer”, ha affermato Katia Pantarotto, responsabile del Servizio sociale dei Comuni Livenza Cansiglio Cavallo.
“Il nostro obiettivo è promuovere una cultura dell’accoglienza e dell’attenzione verso l’altro. Coinvolgere i ragazzi ha permesso agli anziani di raccontarsi e condividere emozioni e ricordi legati al loro passato”.
