Gli studenti di Udine in sala operatoria hanno potuto assistere ad un operazione di trapianto.
Avvicinare i giovani alla professione medica e, allo stesso tempo, sensibilizzarli al valore della donazione degli organi. È l’obiettivo del progetto “Studenti in prima linea”, l’iniziativa che a Udine ha permesso a oltre venti alunni di assistere da vicino a un trapianto, entrando in sala operatoria e osservando uno dei momenti più delicati e significativi della medicina: quello in cui il dono di una vita diventa speranza per un’altra.
Il progetto nasce come evoluzione del percorso di potenziamento e orientamento “Biologia con Curvatura biomedica”, promosso a livello nazionale nei licei classici e scientifici dal Ministero dell’Istruzione in collaborazione con gli Ordini dei Medici. A Udine il percorso coinvolge da anni l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri e i licei scientifici Copernico e Marinelli, con lezioni tenute volontariamente dai medici per avvicinare gli studenti al mondo sanitario.
Il progetto “Studenti in prima linea”
A dare un nuovo impulso al percorso è stato il dottor Guido Cappelletto, attuale responsabile del corso, che ha scelto di ampliare la Curvatura biomedica aprendo agli studenti una possibilità straordinaria: assistere direttamente a un trapianto.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla disponibilità dell’assessorato regionale alla Salute, di Asufc e degli istituti scolastici coinvolti. Partito lo scorso anno scolastico con l’ingresso in sala operatoria di sei studenti, il progetto è cresciuto rapidamente: quest’anno si è già arrivati a 17 partecipanti, con il coinvolgimento anche dell’Istituto Uccellis.
Nel complesso, oltre venti studenti hanno potuto osservare da vicino trapianti di rene, fegato e cuore, attraverso un progetto presentato come unico nel panorama nazionale.
La cultura del dono raccontata ai giovani
L’obiettivo non è solo quello di orientare gli studenti verso la professione medica, ma anche di comunicare in modo nuovo l’importanza della donazione degli organi. Un tema che, soprattutto tra i più giovani, richiede linguaggi e strumenti capaci di andare oltre la semplice spiegazione teorica.
“Con questa iniziativa – spiega il dottor Cappelletto – cerchiamo di coinvolgere i giovani e comunicare loro la passione per una professione che, se da una parte non è semplice, dall’altra offre grandi soddisfazioni, come hanno potuto constatare di persona gli studenti che hanno assistito ai trapianti”. Un’esperienza che permette ai ragazzi di comprendere concretamente cosa significhi lavorare in ambito sanitario, misurandosi con la responsabilità, la complessità e il valore umano della medicina.
Formare i medici di domani

A sottolineare il valore del progetto è anche la presidente dell’OMCeO di Udine, Anna Maria Bergamin Bracale, secondo cui l’iniziativa consente agli studenti di capire se siano davvero portati e motivati a intraprendere la strada della medicina. Per l’Ordine dei Medici si tratta di un percorso portato avanti con convinzione, con un duplice obiettivo: contribuire alla formazione dei futuri professionisti della sanità e promuovere tra le nuove generazioni la cultura del dono.
“Oggi – osserva Bergamin Bracale – la comunicazione è cambiata e i giovani hanno davvero bisogno di toccare con mano per comprendere l’importanza della donazione di organi. Abbiamo intrapreso questa strada che ci sta dando ottimi risultati e che intendiamo portare avanti”.
Il progetto “Studenti in prima linea” conferma così il ruolo di Udine come laboratorio di innovazione nella formazione biomedica, mettendo al centro i giovani, la medicina e il valore più profondo della donazione: trasformare una perdita in una possibilità di vita.
