Udine, nasce Casa CARRA: un rifugio per le persone LGBTQIA+ vittime di violenza

A Udine nasce Casa CARRA, un nuovo servizio di accoglienza e aiuto pensato per persone LGBTQIA+ vittime di violenza e discriminazione. Il progetto è stato presentato questa mattina e punta a colmare un vuoto sul territorio del Friuli Venezia Giulia.

Si tratta del nuovo servizio di accoglienza abitativa Casa CARRA – L’accoglienza LGBTQIA+ da Trieste in sù, rivolto a persone LGBTQIA+ che si trovano in condizioni di grave emergenza a causa di violenze, maltrattamenti o discriminazioni sistemiche.

Il progetto è stato ideato e guidato da Arcigay Udine FUR APS ed è stato realizzato nell’ambito del progetto POWER (Promoting Organisations Empowerment Women’s Rights). L’iniziativa nasce dopo la chiusura della precedente esperienza di accoglienza specializzata in Friuli Venezia Giulia, Villa CARRA. Fino a oggi, le persone LGBTQIA+ vittime di violenza dovevano rivolgersi a strutture situate anche a oltre 160 chilometri da Udine.

La rete di accoglienza sul territorio

L’appartamento destinato al servizio è stato messo a disposizione dal Centro Balducci, che ha permesso l’attivazione operativa della struttura sul territorio di Udine. La collaborazione unisce l’esperienza locale di accoglienza con le competenze di Arcigay Udine FUR e del Centro Antidiscriminazioni (CAD) CARRA.

Casa CARRA non è soltanto un luogo di accoglienza, ma un percorso strutturato di supporto e autonomia per persone LGBTQIA+ vittime di violenza. Le persone ospitate vengono seguite da un’équipe multidisciplinare con supporto legale, psicologico, sanitario, educativo e sociale, con l’obiettivo di accompagnarle verso autonomia lavorativa e abitativa in un ambiente sicuro e riservato.

A chi è rivolto il servizio

Il servizio è destinato ad accogliere persone maggiorenni della comunità LGBTQIA+ vittime di violenza intrafamiliare, persone trans* in condizioni di estrema precarietà, richiedenti asilo o rifugiati e persone escluse dai tradizionali canali di protezione contro la violenza.

L’inaugurazione di oggi apre la strada a un importante appuntamento culturale e formativo previsto per il prossimo 13 maggio. L’incontro, idealmente collegato alle celebrazioni e alle rivendicazioni del 17 maggio (Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia), affronterà i temi cruciali dell’accoglienza LGBTQIA+ in contesti di vulnerabilità.

L’appuntamento proporrà un’analisi dei modelli di protezione capaci di rispondere a discriminazioni multiple, scongiurando il rischio di percorsi di “seconda vittimizzazione”. Nel corso del dibattito si approfondiranno tematiche centrali come l’abitare inteso come cura e spazio di riappropriazione dell’identità , la clinica dell’accoglienza applicata ai traumi intersezionali , e i protocolli necessari per la gestione di un sistema protetto e sicuro.

Le parole di Arcigay Udine FUR

“Con Casa CARRA restituiamo al Friuli Venezia Giulia un presidio fondamentale di libertà e autodeterminazione. Non si tratta solo di rispondere a un’emergenza abitativa, ma di contrastare alla radice una violenza sistemica che troppo spesso rimane invisibile. Grazie alle opportunità del progetto POWER e alla rete locale attiviamo uno spazio in cui dignità e identità tornano al centro”.

Il sostegno del Comune di Udine

“Udine si arricchisce di un ulteriore servizio per la comunità LGBTQIA+ in condizioni di vulnerabilità, dove discriminazione, violenza e emergenza abitativa richiedono un lavoro integrato e multidisciplinare”, ha dichiarato l’Assessora alle pari opportunità Arianna Facchini.

“L’Amministrazione comunale di Udine – ha aggiunto – ha sostenuto il percorso che ha portato al Centro Antidiscriminazione e all’Udine Checkpoint, fino alla nascita di Casa CARRA, un’iniziativa importante e unica sul territorio, che testimonia l’impegno della città contro ogni forma di violenza e discriminazione. Il Comune è al fianco di chi lavora per rendere Udine una comunità più accogliente e inclusiva”.