Udine, sicurezza e spaccio: “Non è più solo percezione”, Fratelli d’Italia attacca la giunta

Udine torna a interrogarsi sul tema della sicurezza, dopo l’operazione dei Carabinieri che ha portato allo smantellamento di un’organizzazione dedita allo spaccio nell’area dell’ex Safau. Un’indagine che, secondo quanto emerso, avrebbe fatto luce su una rete strutturata, con oltre 15 persone coinvolte a vario titolo e un giro d’affari stimato tra i 10 e i 20mila euro al giorno.

A riaccendere il dibattito politico è Ester Soramel, coordinatrice del Circolo di Udine di Fratelli d’Italia, che interviene duramente contro quella che definisce una sottovalutazione del problema sicurezza in città. Per anni, sostiene Soramel, di fronte alle segnalazioni dei cittadini su spaccio, microcriminalità e degrado urbano, la risposta del centrosinistra sarebbe stata quella di ridimensionare il fenomeno, parlando soprattutto di “percezione” e ricordando che Udine non era paragonabile a realtà ben più difficili.

Il riferimento al paragone con Scampia, emerso dopo le dichiarazioni dell’avvocato Galletti, ha avuto secondo Fratelli d’Italia “l’effetto di una doccia gelata”, riportando al centro del dibattito la reale portata del fenomeno.

L’operazione all’ex Safau e il giro di droga

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, nell’area dell’ex Safau sarebbe stata attiva una rete organizzata con modalità definite quasi imprenditoriali. I canali di rifornimento, sempre secondo quanto emerso, avrebbero collegato Udine alla Lombardia e all’estero, anche attraverso la rotta balcanica.

I gruppi coinvolti avrebbero gestito il controllo del territorio con una suddivisione per nazionalità, mentre i volumi di droga citati dal legale parlano di uno o due chili di cocaina e di 10-15 chili di hashish a settimana. Numeri che, per Soramel, dimostrerebbero la presenza di “un fenomeno criminale organizzato e non trascurabile”.

“Non più percezione, ma cruda realtà”, afferma la coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia, secondo cui chi negli anni ha derubricato le preoccupazioni dei cittadini a semplice allarme percepito dovrebbe ora rivedere quella lettura.

L’attacco alla giunta comunale

Nel mirino di Fratelli d’Italia finisce anche l’amministrazione comunale. Soramel sostiene che nessuna istituzione possa chiamarsi fuori dalle proprie responsabilità, Comune compreso. La coordinatrice ricorda inoltre che nella giunta attuale siedono anche esponenti che erano presenti negli anni in cui, a suo dire, venivano minimizzati i primi segnali di degrado e insicurezza.

Da tempo, sottolinea Fratelli d’Italia, il partito contesta alla giunta la gestione dei dossier legati a sicurezza, ordine pubblico e degrado urbano. Secondo Soramel, l’amministrazione “fatica a tenere il passo con i problemi quotidiani della città” e misure come i cartelli della sicurezza partecipata o i presidi di Polizia Locale vuoti non sarebbero risposte adeguate alla gravità della situazione.

“Udine può tornare un’isola felice”

Pur nella durezza dell’attacco politico, Soramel conclude con un appello alla responsabilità comune. Udine, afferma, non sarebbe più “quell’isola felice” conosciuta in passato, ma potrebbe tornare a esserlo se ogni istituzione farà la propria parte.

Un ruolo centrale, secondo Fratelli d’Italia, spetta anche ai cittadini, chiamati a continuare a denunciare e segnalare episodi di degrado, spaccio e criminalità senza scoraggiarsi. La sicurezza, conclude Soramel, deve diventare “una priorità comune e trasversale”.