Addio ad Antonio Sacchetto: guidò la rinascita di Venzone “dov’era e com’era”

È morto a 86 anni Antonio Sacchetto, il sindaco del terremoto, l’uomo che dopo il sisma del 1976 guidò la scelta che avrebbe cambiato il futuro di Venzone: ricostruire il borgo medievale dov’era e com’era, recuperando pietra dopo pietra uno dei centri storici più preziosi del Friuli Venezia Giulia.

Imprenditore edile, padre e nonno, Sacchetto si è spento dopo le conseguenze di una caduta che negli ultimi mesi lo aveva costretto a letto. La sua figura resta però legata indissolubilmente alla rinascita di Venzone, già riconosciuta come monumento nazionale dal 1965.

Il sindaco che affrontò la notte del 6 maggio

Nel 1976 Sacchetto aveva 36 anni ed era stato eletto da circa un anno alla guida di una giunta composta da socialisti, comunisti e socialdemocratici. La sera del 6 maggio il terremoto lo sorprese nella sua abitazione. Dopo aver messo al sicuro la famiglia, raggiunse il centro storico dove trovò un paese devastato: case crollate, macerie ovunque e persone intrappolate sotto gli edifici che chiedevano aiuto.

Da quel momento iniziò una delle sfide più difficili: affrontare l’emergenza e, allo stesso tempo, decidere quale futuro dare al paese. Quando molti territori terremotati si trovarono davanti al bivio tra ricostruzione e trasferimento, Sacchetto sostenne con fermezza che Venzone dovesse tornare a vivere nella sua sede originaria.

La scelta della ricostruzione “dov’era e com’era”

La strada per arrivare alla ricostruzione fu lunga e complessa. Dopo il terremoto di maggio arrivò anche quello di settembre, che aggravò ulteriormente i danni e provocò il crollo del campanile del Duomo.

Sacchetto si trovò a gestire la disperazione della popolazione e le difficoltà amministrative di un progetto senza precedenti. Fu necessario definire procedure tecniche e amministrative per consentire il recupero del borgo storico, compreso il rinnovo del vincolo monumentale e il passaggio temporaneo delle proprietà private alla gestione pubblica per permettere l’avvio degli interventi. La sua linea rimase sempre la stessa: restituire Venzone ai suoi abitanti mantenendo l’identità storica del paese.

L’ultimo saluto al sindaco della ricostruzione

La comunità di Venzone si prepara ora a salutare il suo ex sindaco. Mercoledì sera alle 20, nel Duomo di Sant’Andrea, sarà celebrato il Santo rosario. Giovedì alle 10.30, sempre nel Duomo, si terranno i funerali di una delle figure simbolo della rinascita dopo il terremoto del 1976.