A Buja le celebrazioni per la Giornata della memoria e del sacrificio degli Alpini.
A Buja, in uno dei luoghi simbolo segnati dal sisma, il Friuli ha celebrato oggi la “Giornata della memoria e del sacrificio degli Alpini”. L’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, ha aperto il suo intervento sottolineando come, a cinquant’anni dal terremoto, il legame con le Penne Nere resti un pilastro dell’identità locale.
“Dopo il ricordo di Nikolajewka a Cargnacco, esempio estremo del sacrificio alpino, oggi a Buja viviamo una giornata solenne – ha detto -, che unisce la memoria del sacrificio degli Alpini all’avvio delle celebrazioni per il cinquantesimo del sisma del 1976. Il Friuli riconosce negli Alpini una delle sue radici più profonde: una presenza fatta di silenzio operoso, rispetto, umanità e fiducia, capace di trasformare il dolore in rinascita e il sacrificio in speranza“.
La condivisione del dolore
Il cuore della celebrazione è stato il ricordo dell’intervento umano e sociale dei reparti alpini subito dopo le scosse. L’assessore ha rievocato con precisione la sensibilità di quei momenti: “Nei giorni immediatamente successivi al sisma, entrando nelle case con sensibilità, gli Alpini accompagnarono intere famiglie fuori dalla paura, condividendo silenzi e dolore. Una presenza concreta che seppe restituire alle comunità un senso di fiducia e di normalità”.
Un ruolo, quello degli Alpini, che fu decisivo anche per Giuseppe Zamberletti — di cui ricorre oggi l’anniversario della scomparsa — il quale ne sottolineò la capacità di mantenere unite le comunità, trasformando l’inquietudine in forza collettiva.
Dal Modello Friuli alle nuove generazioni
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) Sebastiano Favero, il presidente dell’ANA Udine Mauro Ermacora, il Comandante delle Truppe Alpine Michele Risi, l’europarlamentare Anna Cisint, il ministro Luca Ciriani, il sindaco di Buja Silvia Maria Pezzetta e numerosi altri rappresentanti locali.
Zilli ha richiamato il valore del “Modello Friuli” come un patrimonio nato proprio dai valori alpini di responsabilità e fiducia reciproca. “Gli Alpini fanno parte della nostra comunità perché ciascuno di noi ha un alpino in famiglia,” ha ricordato l’assessore, evidenziando come questo spirito sia parte integrante dell’identità friulana. “Questo è un anno straordinario di memoria e di riconoscenza, un anno in cui il Friuli esprime gratitudine verso chi lo ha aiutato“.
Il legame tra il Friuli e gli Alpini, ha proseguito Zilli, si è rafforzato in ogni emergenza, dal terremoto fino alla recente esperienza del Covid, ma continua a vivere quotidianamente nell’impegno dei gruppi ANA sul territorio. L’assessore ha concluso guardando al futuro: “Le Penne Nere sono nella nostra storia e nella nostra cultura, ma anche nel nostro futuro, nei tanti giovani che oggi animano il volontariato e scelgono di vestire una divisa. Essere qui oggi a Buja significa testimoniare con orgoglio tutto questo”.




