Entesano ritrova un simbolo della sua storia: restaurata la pala di San Zenone

Renza Baiutti, don Giuliano, Mauro Bordin, Antonella Facchinetti e Moreno Lirutti

Un importante tassello del patrimonio storico e religioso di Entesano (Collorendo di Monte Albano) torna a splendere. Nella chiesa di San Zenone è stata presentata alla comunità la pala restaurata raffigurante San Zenone e San Nicolò, in occasione della tradizionale Santa Messa celebrata in lingua friulana nella prima domenica di luglio, ricorrenza che ricorda la consacrazione dell’edificio sacro.

L’intervento di restauro conservativo è stato sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia e rappresenta un nuovo passo nel recupero della storica chiesa, gravemente danneggiata dal terremoto del 1976.

Bordin: «Il Friuli custodisce la propria identità»

Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, che ha sottolineato il forte valore simbolico dell’iniziativa.

“Questa è una piccola comunità che oggi si raccoglie e dimostra ancora una volta la capacità del Friuli di ritrovarsi. È una comunità con una grande anima, la stessa che cinquant’anni fa ha saputo affrontare i momenti tragici del terremoto. Qui si percepisce un forte senso di identità: ci si affeziona ai propri luoghi, si custodiscono le proprie radici e le si porta con sé ovunque si vada”, ha dichiarato.

Il presidente ha poi evidenziato l’importanza del recupero del patrimonio artistico e religioso. “Quando sono venuto a visitare questa chiesa ho provato un senso di pace e serenità. Vedere oggi completato il restauro della pala e iniziati i lavori sugli affreschi dell’abside è motivo di grande orgoglio, perché significa essere stati utili a una comunità forte come quella del nostro Friuli. Come istituzione continueremo a sostenere questi percorsi di recupero del patrimonio”.

Una chiesa segnata dal terremoto del 1976

La chiesa di San Zenone di Entesano affonda le proprie origini nel Medioevo ed è documentata già nel 1275. Dopo i gravi danni subiti in seguito al terremoto del 1976, l’edificio è rimasto inagibile per molti anni.

Negli ultimi tempi sono stati avviati importanti lavori di recupero che comprendono sia il restauro della pala d’altare dedicata a San Zenone e San Nicolò sia quello degli affreschi dell’abside, con l’obiettivo di restituire pienamente alla comunità uno dei suoi luoghi simbolo.

Il sindaco: «Un pezzo della nostra storia torna patrimonio di tutti»

Anche il sindaco di Colloredo di Monte Albano, Renza Baiutti, ha rimarcato il valore della collaborazione tra istituzioni e territorio. “Nel tradizionale appuntamento della prima domenica di luglio possiamo oggi ammirare un’opera restituita alla comunità. È un pezzo della nostra storia che torna patrimonio di tutti, frutto di una collaborazione virtuosa tra Regione, Comune, parrocchia e cittadini”.

Alla presentazione erano presenti anche il consigliere regionale Moreno Lirutti e la restauratrice Antonella Facchinetti. La pala resterà esposta solo temporaneamente ai fedeli e sarà successivamente riportata in laboratorio, dove rimarrà fino al completamento dell’intero intervento di restauro che interessa anche gli affreschi dell’abside della chiesa.

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