L’ex agente di polizia Pietro Gugliotta si sarebbe tolto la vita a gennaio nella sua abitazione di Colle d’Arba.
È morto in Friuli Pietro Gugliotta, ex agente di polizia ed ex componente della banda della Uno Bianca, il gruppo criminale che tra la fine degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta seminò morte e terrore tra Emilia-Romagna e Marche. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, Gugliotta si sarebbe tolto la vita nel mese di gennaio nella sua abitazione di Colle d’Arba, in provincia di Pordenone. Aveva 65 anni. La notizia, rimasta finora riservata, è stata riportata da La Repubblica e dal Corriere della Sera.
Gugliotta era considerato uno dei gregari della banda, cioè una figura di supporto rispetto ai principali protagonisti del gruppo criminale guidato dai fratelli Savi. Non era stato condannato per gli omicidi, ma per alcune rapine nel Riminese e per il supporto logistico fornito alla banda. Il suo nome resta comunque legato a una delle pagine più buie della cronaca italiana: quella della Uno Bianca, responsabile di 24 morti e oltre 100 feriti.
L’ex poliziotto era stato arrestato il 25 novembre 1994, quando prestava servizio alla centrale operativa della Questura di Bologna. Per il suo ruolo nella vicenda era stato condannato a vent’anni di reclusione. Dopo quattordici anni trascorsi in carcere, era uscito dalla Dozza nel luglio del 2008.
La nuova vita in Friuli dopo il carcere
Una volta libero, Gugliotta aveva cercato di ricostruirsi una vita lontano da Bologna. Si era trasferito in Friuli, dove viveva con la seconda moglie. Per anni aveva lavorato in una cooperativa impegnata nel reinserimento degli ex detenuti, fino alla pensione, arrivata circa un anno fa.
Secondo quanto riportato dai quotidiani, Gugliotta non avrebbe lasciato alcun biglietto. Non sarebbero emersi, almeno in apparenza, segnali tali da far presagire il gesto. Dopo la morte, nell’abitazione sarebbe intervenuta anche la Polizia Scientifica. La notizia del decesso, avvenuto mesi fa, non era trapelata fino a questi giorni.
Il caso riaffiora proprio mentre l’attenzione sulla banda della Uno Bianca è tornata alta dopo l’intervista televisiva di Roberto Savi a Belve Crime e dopo la nuova indagine aperta dalla Procura di Bologna sui crimini del gruppo. Gugliotta, secondo quanto riferito, era a conoscenza dell’inchiesta e avrebbe accennato alla possibilità di essere convocato dai magistrati. Nessuna citazione formale, tuttavia, sarebbe mai arrivata né a lui né al suo legale.
