Cinque misure cautelari sono state eseguite nelle prime ore della mattina in provincia di Udine nei confronti di altrettanti cittadini italiani di origine sinti, indagati per una serie di furti aggravati commessi su automobili e furgoni tra febbraio e maggio 2026.
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri delle Sezioni operative delle Compagnie di Tolmezzo e Cividale, con il coordinamento del Nucleo investigativo del Reparto operativo e il supporto del Nucleo elicotteri dei Carabinieri di Belluno, dei reparti cinofili della Guardia di Finanza di Trieste e della Polizia locale di Udine.
L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Udine, su richiesta della Procura. Per due indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre altri due sono stati sottoposti all’obbligo di dimora e uno all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Contestati quattordici furti su auto e furgoni
L’attività investigativa era stata avviata nel febbraio scorso, dopo la segnalazione di numerosi furti avvenuti all’interno di veicoli parcheggiati in provincia di Udine e in alcune località della provincia di Venezia.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe individuato le automobili e i furgoni da colpire nei parcheggi di cimiteri, centri commerciali, ristoranti, parchi pubblici, piazze affollate e aree di sosta vicine ai sentieri di montagna. La maggior parte degli episodi sarebbe avvenuta nel territorio udinese, dove gli indagati risultano domiciliati. In alcune occasioni, però, il gruppo si sarebbe spostato anche nelle località balneari venete di Bibione e Caorle.
Le persone coinvolte, stando alle indagini, sarebbero riuscite in pochi minuti a individuare gli oggetti custoditi nei veicoli, per poi rompere il lunotto e impossessarsi dei beni lasciati all’interno. La refurtiva sarebbe stata successivamente nascosta in luoghi diversi, cambiati di volta in volta. Complessivamente, i Carabinieri hanno attribuito al gruppo quattordici furti consumati. Gran parte dei beni sottratti è stata recuperata durante le indagini e restituita ai legittimi proprietari.
Il furto sul mezzo dei Vigili del Fuoco in piazza Primo Maggio
Tra gli episodi contestati figura anche il furto avvenuto l’11 marzo 2026 in piazza Primo Maggio, a Udine, ai danni di un veicolo polifunzionale dei Vigili del Fuoco. Il colpo era stato messo a segno in pieno giorno, mentre la piazza era affollata. Dal mezzo erano state sottratte attrezzature per un valore complessivo di oltre 30mila euro, successivamente recuperate dai militari del Nucleo investigativo.
Uno degli indagati è inoltre accusato di aver utilizzato una carta bancomat rubata a una vittima nel comune di Portogruaro nel mese di maggio. Il prelievo di mille euro effettuato presso uno sportello automatico avrebbe permesso agli investigatori di identificarlo. Lo stesso uomo è ritenuto responsabile anche dell’effrazione del lunotto dell’automobile dalla quale era stata sottratta la tessera.
Contanti, pistole sceniche e gioielli sequestrati
Durante le perquisizioni personali e domiciliari, eseguite anche con l’impiego del cash dog della Guardia di Finanza di Trieste e di un’unità cinofila della Polizia locale di Udine, sono stati rinvenuti e sequestrati 8.200 euro in contanti.
I militari hanno trovato anche tre pistole sceniche prive del tappo rosso, diversi monili in oro, un grammo di marijuana e un blocchetto di accensione universale per autovetture. Il materiale sequestrato sarà ora sottoposto agli ulteriori accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria.

