In Val Resia nasce la Nursery del seme per il rilancio dell’Aglio tradizionale

Foto: Eva Trinca

Dalla Legge Regionale per il recupero dei terreni abbandonati al nuovo incubatore agricolo affidato all’Azienda Agricola Val Resia. Domenica 26 luglio la presentazione a San Giorgio.

Tornare a coltivare la terra in montagna non significa affatto guardare al passato con nostalgico rammarico, ma tracciare una rotta concreta verso il futuro. In quest’ottica, la Val Resia si trasforma in un vero e proprio incubatore di innovazione sociale ed economica, dove il recupero dei terreni abbandonati diventa il motore per creare nuova occupazione, tutelare la biodiversità e restituire fiducia a un’intera comunità.

Domenica a San Giorgio la presentazione della “Nursery del seme”

Il punto di svolta di questo percorso sarà presentato ufficialmente domenica 26 luglio, alle ore 15.30, a San Giorgio di Resia, all’interno della cornice della manifestazione Aglio, olio e peperoncino a km zero.

In questa occasione verrà svelato il progetto per il rilancio dell’Aglio di Resia (Rosajanski Strok), nato dall’avviso pubblico promosso dal Comune di Resia nell’ambito della Legge regionale 10/2010 per la tutela e il recupero dei terreni incolti.

Dall’industria alla terra: la sfida imprenditoriale di Renato Railz

Ad aggiudicarsi la manifestazione d’interesse è stata l’azienda agricola Val Resia, guidata da Renato Railz, già presidente e fondatore di Eurolls, che ha scelto di raddoppiare il suo impegno nella valle estendendo la sua visione imprenditoriale dal settore industriale a quello agricolo.

“Credere in Resia significa investire nelle sue persone, nelle sue risorse e nella sua capacità di costruire futuro – dichiara Renato Railz – . Dopo l’esperienza produttiva avviata in valle, abbiamo deciso di impegnarci anche in agricoltura, perché la cura del territorio può diventare una vera attività d’impresa. Il nostro obiettivo non è realizzare un progetto soltanto per la comunità, ma costruirlo insieme alla comunità, recuperando terreni, conoscenze e una coltivazione identitaria come quella dell’Aglio di Resia“.

Vivaio sementiero, rotazione e tutela del paesaggio

L’iniziativa prevede che i terreni recuperati vengano mantenuti e destinati alla produzione per almeno 5 anni. Una parte fondamentale delle superfici ospiterà la “Nursery dell’Aglio di Resia”: un vivaio avanzato destinato alla moltiplicazione e conservazione del seme locale.

Il piano comprende inoltre la rotazione colturale per preservare la fertilità dei suoli e garantire una manutenzione costante del paesaggio contro il rimboschimento incontrollato e l’abbandono.

Una rete strategica tra pubblico, privato e cittadini

Il progetto si fonda su una rete strategica di collaborazione che vede alleati l’Azienda Agricola Val Resia, il Comune di Resia, il Parco naturale delle Prealpi Giulie, l’Università degli Studi di Udine e la Comunità Slow Food dell’Aglio di Resia. Grande soddisfazione per l’iniziativa è stata espressa da Anna Micelli, sindaco di Resia.

Accanto alle istituzioni e all’impresa, i veri co-protagonisti di questo “incubatore resiano” sono i proprietari dei terreni. Aderendo alla LR 10/2010, hanno scelto responsabilmente di affidare le proprie particelle altrimenti destinate all’incuria, compiendo una scelta di generosità e visione fondamentale per il territorio.

La “Nursery dell’Aglio” dimostra così che fare agricoltura in montagna è ancora possibile, diventando il simbolo di una valle che sperimenta nuovi modelli d’impresa dove la crescita economica cammina di pari passo con la tutela dell’ambiente e il benessere sociale.