Perquisizioni della Guardia di Finanza nella sede della Triestina Calcio

Le indagini su Banca Progetto arrivano anche a Trieste.

Questa mattina la Guardia di Finanza di Trieste ha eseguito una perquisizione nella storica sede dell’Unione Sportiva Triestina Calcio 1918, in piazzale Atleti Azzurri d’Italia, su delega della Procura della Repubblica del capoluogo giuliano.

L’attività investigativa riguarda una complessa vicenda finanziaria che, secondo gli inquirenti, ruoterebbe attorno a decine di milioni di euro transitati nel tempo nelle casse della società sportiva. La Procura ipotizza a vario titolo reati di riciclaggio, evasione fiscale e falso in bilancio. Nel registro degli indagati figurano numerosi amministratori che si sono succeduti negli anni alla guida del club, tra cui anche cittadini statunitensi e canadesi.

Al centro degli accertamenti vi sarebbe in particolare un flusso di denaro risalente al 2023, quando una società con sede a Roma avrebbe trasferito ingenti somme alla Triestina. Secondo l’ipotesi accusatoria, tali risorse deriverebbero da finanziamenti ottenuti dalla Banca Progetto, istituto successivamente commissariato dalla Banca d’Italia. Una vicenda già oggetto di attenzione da parte delle Procure di Milano e Roma.

Proprio la Procura capitolina, nel dicembre scorso, aveva disposto perquisizioni nei confronti degli amministratori in carica all’epoca dei fatti, ipotizzando il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche.

Il filone delle indagini più ampio.

Le perquisizioni e gli accertamenti in corso si inseriscono in un più ampio filone investigativo relativo all’utilizzo di finanziamenti garantiti dallo Stato erogati dalla Banca Progetto a favore di imprese formalmente attive nei settori dell’editoria, della produzione cinematografica e dei servizi.

L’ipotesi accusatoria è che tali fondi, concessi sulla base di progetti industriali ritenuti dagli inquirenti in parte fittizi o comunque non realizzati, siano stati successivamente dirottati verso finalità diverse da quelle dichiarate. In particolare, le informative della Guardia di Finanza descrivono un sistema di trasferimenti incrociati tra società riconducibili ai medesimi gruppi imprenditoriali, attraverso i quali il denaro sarebbe confluito anche in diverse società calcistiche.