Malore sulle piste da sci di Piancavallo.
Non è finita in tragedia solo grazie a una sequenza perfetta di eventi e alla prontezza di chi, su quelle piste, vigila ogni giorno sulla sicurezza degli sciatori: una donna di 52 anni è stata letteralmente riportata in vita oggi pomeriggio sulle piste da sci di Piancavallo, dopo che un malore improvviso, con arresto cardiaco, l’aveva stroncata davanti agli occhi del figlio diciassettenne.
Il crollo e l’uso del defibrillatore
Il dramma si è sfiorato verso le 14:00 nei pressi dell’impianto di risalita “Busa”. La donna, una 52enne della Destra Tagliamento, si è improvvisamente accasciata al suolo davanti agli occhi del figlio. La scena è stata notata immediatamente da due militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Pordenone in servizio di vigilanza, che si sono precipitati sul posto.
Capita la gravità della situazione — un arresto cardiocircolatorio in corso — i militari si sono divisi i compiti: uno ha iniziato il massaggio cardiaco, mentre l’altro ha recuperato il defibrillatore semiautomatico (DAE) di PromoTurismo posizionato a poca distanza. L’uso delle piastre ha sortito l’effetto sperato, permettendo al cuore della sciatrice di riprendere a battere prima ancora dell’arrivo dei sanitari.
La staffetta e la corsa record in ospedale
Una volta stabilizzata, è scattata una complessa macchina dei soccorsi. La donna è stata caricata sulla barella della motoslitta dell’Arma e trasportata fino al centro abitato di Piancavallo, dove è stata affidata al personale del 118.
Da lì è iniziata una corsa contro il tempo verso l’ospedale di Pordenone, supportata da una scorta d’eccezione. I Carabinieri di Aviano e la Polizia Municipale si sono alternati nel bloccare bivi e incroci, mentre una terza pattuglia dell’Arma ha congelato il traffico all’ingresso di Pordenone. Grazie a questa perfetta sinergia, l’ambulanza ha coperto la distanza in soli 25 minuti, consegnando la paziente ai medici viva e cosciente.
Valore dell’addestramento
L’episodio conferma l’importanza fondamentale della presenza dei defibrillatori sul territorio e dell’addestramento delle forze dell’ordine nelle manovre di primo soccorso, fattori che oggi sono stati decisivi per salvare una vita.




