La morte di Matteo Pittana, il ventenne deceduto nella notte del 19 febbraio 2024 in un incidente stradale, torna al centro di un’aula di tribunale. A Udine si è aperto un nuovo procedimento legato a quanto accaduto quella notte, quando l’auto su cui viaggiava il giovane finì nel canale Ledra.
Sul banco degli imputati c’è Antonio Worge De Prato per l’ipotesi di reato è favoreggiamento. Il giovane quella notte si trovava a bordo dell’auto insieme a Matteo e a Ludovico Piva, il conducente della vettura. La posizione processuale riguarda quanto sarebbe accaduto dopo l’uscita di strada e, in particolare, le informazioni che non sarebbero state fornite alle forze dell’ordine nell’immediatezza dei fatti.
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I genitori di Matteo parte civile
In aula erano presenti anche i genitori di Matteo, assistiti dall’avvocato Salvatore Spitaleri. La famiglia si è costituita parte civile e continua a chiedere che venga fatta piena luce su quella notte.
Fuori dal tribunale, alcuni amici del ventenne hanno voluto manifestare la loro vicinanza con uno striscione per chiedere verità. Un segnale che conferma come la vicenda sia ancora una ferita aperta per chi conosceva Matteo e per la comunità che ha seguito il caso. L’udienza è stata rinviata al 25 giugno, data in cui saranno ascoltati i primi testimoni.
