La carenza d’acqua mette in difficoltà il comparto agricolo del territorio udinese.
La scarsità d’acqua e le temperature elevate stanno mettendo in difficoltà le aziende agricole del territorio udinese. La Regione Friuli Venezia Giulia segue l’evoluzione della situazione, mentre le disponibilità idriche si riducono e le scorte presenti negli invasi risultano ormai quasi esaurite. Per rafforzare la rete irrigua sono stati attivati investimenti per oltre 110,3 milioni di euro, ai quali si aggiungono ulteriori finanziamenti nazionali ed europei.
“Stiamo seguendo con particolare attenzione la situazione di difficoltà determinata dalla carenza di risorsa idrica nella zona udinese, dove la riduzione delle disponibilità d’acqua sta mettendo sotto pressione il comparto agricolo”, hanno dichiarato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier.
“Tutti i soggetti coinvolti stanno mettendo in campo ogni azione possibile per garantire la massima disponibilità della risorsa, destinandola prioritariamente alle attività agricole, confrontandoci con i limiti oggettivi imposti dalla significativa diminuzione dei volumi d’acqua disponibili”, hanno aggiunto.
Fedriga: “La Regione è al fianco del comparto agricolo”
La situazione più delicata riguarda il settore agricolo, che sta subendo direttamente le conseguenze della riduzione delle portate e delle sospensioni temporanee delle forniture irrigue. “In questa fase di criticità la Regione sta mettendo in campo, per quanto di propria competenza, ogni azione possibile per governare la situazione e sostenere i territori e le realtà che stanno affrontando le maggiori difficoltà”, ha spiegato Fedriga.
“Siamo al fianco, in particolare, del comparto agricolo, che più di altri sta subendo gli effetti della riduzione della disponibilità di acqua“, ha aggiunto il governatore. Le alte temperature registrate nelle ultime settimane stanno aggravando il quadro, causando problemi alle colture anche nelle zone ancora regolarmente raggiunte dai sistemi di irrigazione.
Riduzioni e sospensioni delle forniture irrigue
“Le riduzioni e le sospensioni della fornitura adottate in questi giorni sono la diretta conseguenza di questa situazione“, ha precisato Zannier. “Le misure adottate sono finalizzate a contenere il più possibile i danni alle produzioni agricole derivanti dalla mancanza di irrigazione, nella consapevolezza che le elevate temperature registrate nelle ultime settimane stanno incidendo negativamente sulle colture anche nelle aree regolarmente servite dai sistemi irrigui“, ha proseguito l’assessore.
Dal 15 luglio, su indicazione dell’Autorità di bacino, è stata avviata una gestione prudenziale delle derivazioni irrigue, con una parziale riduzione delle portate. L’obiettivo era preservare il più a lungo possibile le riserve presenti negli invasi.
“Nonostante questa gestione prudenziale, le scorte si sono progressivamente esaurite, a fronte di una condizione climatica che si sta rivelando ancora più critica di quella registrata nel 2003”, ha sottolineato Zannier.
Oltre 110 milioni di euro per rafforzare il sistema irriguo
La Regione ha confermato il proprio impegno per aumentare la capacità del sistema irriguo di affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e prolungati. Gli investimenti già attivati ammontano a oltre 110,3 milioni di euro. Tra il 2022 e il 2024 sono stati destinati 28,6 milioni di euro al Piano Laghetti, previsto dalla legge regionale 13 del 5 agosto 2022.
Altri 81,7 milioni di euro arrivano dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, nell’ambito dell’Accordo per la Coesione tra lo Stato e la Regione Friuli Venezia Giulia, sottoscritto l’8 marzo 2024. A queste risorse si aggiungono 21,1 milioni di euro di fondi Pnrr e ulteriori 35,36 milioni di euro assegnati attraverso le risorse della legge 178 del 2020, derivanti dalla graduatoria Pnrr.
Gli interventi interessano i Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia e, in particolare, il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana. “Questi investimenti sono fondamentali per aumentare la capacità del nostro sistema irriguo di affrontare condizioni climatiche sempre più difficili – ha concluso Zannier – . L’obiettivo è rendere il territorio più resiliente, migliorando la disponibilità e la gestione della risorsa idrica e tutelando, per quanto possibile, le produzioni agricole anche nelle annate caratterizzate da temperature elevate e prolungati periodi di siccità”.

