Originario di Bannia tra i morti di Marcinelle: Pietro Basso identificato dopo 70 anni

Pietro Basso è stato identificato 70 anni dopo la tragedia confrontando il Dna delle nipoti.

Dopo settant’anni è stato finalmente dato un nome ai resti di Pietro Basso, emigrante friulano originario di Bannia, tra le vittime del disastro minerario di Marcinelle. L’identificazione è stata possibile grazie al confronto genetico con i campioni di DNA forniti dalle nipoti Maria Grazia Basso e Maria Carmen Basso.

La conferma chiude una vicenda rimasta sospesa dal 1956, quando il corpo del lavoratore friulano, recuperato dopo l’incendio nella miniera del Bois du Cazier, non poté essere riconosciuto e venne sepolto come ignoto nel cimitero di Marcinelle.

Dalla partenza per il Belgio al lavoro nella miniera

Pietro Basso era emigrato in Belgio nel secondo dopoguerra, come migliaia di italiani partiti alla ricerca di un lavoro e di migliori condizioni di vita. Aveva iniziato a lavorare nella miniera del Bois du Cazier il 28 maggio 1948. Abitava nel falanstero del complesso minerario, in rue de la Bruyère 151, a Marcinelle, e svolgeva la mansione di idraulico a una profondità di 835 metri.

L’8 agosto 1956 rimase coinvolto nell’incendio scoppiato all’interno della miniera, passato alla storia come una delle più gravi tragedie del lavoro e dell’emigrazione italiana. Nel disastro morirono 262 persone, tra cui 136 italiani. Il corpo di Pietro Basso venne recuperato il 3 settembre 1956. Non essendo stato possibile identificarlo, tre giorni dopo fu sepolto come persona ignota nel cimitero di Marcinelle.

L’identificazione grazie al DNA delle nipoti

A distanza di settant’anni, le moderne tecniche di analisi genetica hanno permesso di confrontare il DNA dei resti con quello fornito dalle due nipoti. Gli esami hanno così confermato definitivamente l’identità del minatore originario di Bannia.

“Sono molto stupita di come la scienza, attraverso il DNA ricavato da uno spazzolino da denti, sia riuscita a individuare e confermare i resti di nostro zio Pietro“, dichiara Maria Grazia Basso, raccontando l’emozione provata dopo aver ricevuto la notizia.

“Aver individuato il corpo dello zio ha chiuso un cerchio che era rimasto in sospeso da tanto tempo – aggiunge Maria Carmen Basso –. L’unico grande rammarico è che nessuno dei fratelli di Pietro sia ancora in vita per poter ricevere questa notizia”.

Pietro era il più giovane di quattro fratelli. Le nipoti non avevano avuto la possibilità di conoscerlo personalmente, ma all’interno della famiglia era rimasto vivo il ricordo della sua scomparsa e dell’incertezza provocata dalla mancata identificazione.

Il sindaco Canton: “Restituiti un nome e una storia”

La notizia è stata accolta con profonda partecipazione anche dall’amministrazione comunale di Fiume Veneto.

“Accogliamo questa notizia con profonda commozione – dichiara il sindaco Jessica Canton –. Dopo settant’anni, Pietro Basso può finalmente riposare con il proprio nome. La sua vicenda appartiene alla storia della sua famiglia, ma anche alla memoria di Bannia, di Fiume Veneto e delle tante comunità friulane che hanno conosciuto il dolore dell’emigrazione e i sacrifici affrontati dai propri lavoratori all’estero”.

In occasione delle celebrazioni per il 70esimo anniversario del disastro, in programma sabato 8 agosto in Belgio, l’amministrazione comunale consegnerà alla comunità di Marcinelle una targa in ricordo delle vittime della tragedia.

“Il riconoscimento di Pietro Basso rappresenta un atto di giustizia, dignità e umanità – conclude Canton –. Come comunità abbiamo il dovere di custodirne la memoria e di trasmettere alle nuove generazioni la storia di chi partì dalla nostra terra alla ricerca di un futuro migliore, pagando il prezzo più alto”.