Un tuffo nel Tagliamento, forse compiuto per una scommessa o per realizzare un video da pubblicare sui social, ha fatto scattare una vasta operazione di ricerca tra Latisana e San Michele al Tagliamento. Protagonisti della vicenda sarebbero tre ragazzi, probabilmente minorenni, che dopo essere riemersi dal fiume si sarebbero allontanati senza segnalare di essere in salvo.
L’allarme dopo il tuffo dal ponte
La vicenda è avvenuta nella serata di martedì 21 luglio sul ponte di Bevazzana, il manufatto che collega il territorio friulano di Latisana con quello veneto di San Michele al Tagliamento.
A dare l’allarme era stata un’automobilista di passaggio, che aveva visto uno dei giovani lanciarsi nelle acque del fiume senza riuscire a scorgerlo riemergere. La segnalazione aveva immediatamente fatto temere che il ragazzo fosse stato trascinato dalla corrente, facendo scattare il dispositivo per la ricerca di una persona dispersa. Sul posto erano arrivati circa 60 soccorritori, tra vigili del fuoco, sommozzatori, forze dell’ordine e operatori impegnati nel controllo delle rive e dello specchio d’acqua.
Il giovane era già riuscito a raggiungere la riva
Mentre le squadre perlustravano il Tagliamento, il ragazzo sarebbe in realtà riuscito a riemergere e a dirigersi a nuoto verso la sponda destra del fiume, nel territorio di Bevazzana di San Michele, in direzione di Bibione.
A notarlo sarebbe stato un operaio impegnato in un cantiere nautico, pochi minuti dopo il tuffo. Il giovane e i suoi due amici si sarebbero poi allontanati passando attraverso alcune proprietà private, tra cui un cantiere per imbarcazioni e un villaggio turistico.
Le immagini delle telecamere al vaglio dei carabinieri
La Compagnia dei carabinieri di Portogruaro sta cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto e di dare un nome ai tre protagonisti. Le indagini sono affidate anche ai militari della stazione di Bibione, che stanno esaminando le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza del Comune di San Michele al Tagliamento.
Secondo le prime descrizioni fornite dai testimoni, i tre ragazzi potrebbero essere tutti minorenni. Al momento, tuttavia, non sarebbero ancora stati identificati con certezza. Tra le ipotesi prese in considerazione c’è quella di una bravata organizzata per realizzare un filmato da condividere sui social oppure per rispettare una scommessa tra amici.
Il rischio di denunce e di nuove imitazioni
Una volta rintracciati, i giovani potrebbero essere chiamati a rispondere delle conseguenze provocate dalla loro condotta. Gli accertamenti riguardano le ipotesi di procurato allarme e di invasione di terreni, legata al passaggio sulle proprietà private utilizzate per allontanarsi dalla zona.
I carabinieri intendono inoltre evitare che il gesto venga imitato da altre persone. Il tuffo dal ponte, oltre ad aver mobilitato un imponente dispositivo di soccorso, avrebbe infatti esposto i ragazzi a rischi particolarmente elevati per la corrente, la profondità dell’acqua e la presenza di eventuali ostacoli nel fiume.
