Arrestati in flagranza due truffatori a Udine.
Loro si sono spacciati per carabinieri, ma gli uomini dell’Arma, quelli veri, li hanno sorpresi in flagranza e arrestati: due truffatori che avevano appena raggirato una 81enne di Udine, sono finiti in manette grazie all’intervento dei carabinieri della Stazione di Udine Est e della Sezione Operativa. Si tratta di un 40enne di origine campane e una 38enne di origini tunisine.
La truffa.
Tutto è iniziato questa mattina, quando l’anziana è stata contattata al telefono da un presunto maresciallo dei carabinieri di Udine che, con una scusa, ha chiesto di parlare col marito. Il malvivente è riuscito a convincere l’uomo a recarsi presso la caserma di viale Trieste per formalizzare una denuncia per un presunto furto di auto che lo vedeva coinvolto.
Mentre il marito si stava recando in caserma, la moglie è stata intrattenuta al telefono dalla voce che, informatosi sulla presenza in casa di oro e denaro contante, l’ha avvisata dell’arrivo di un “dottore del Tribunale”, a cui avrebbe dovuto consegnare quanto posseduto per esperire degli accertamenti. Poco dopo si è presentato “il dottore” a cui la donna ha consegnato tutto il denaro posseduto nonché i monili in oro, frutto di una vita di sacrifici.
L’arresto dei truffatori.
L’individuazione dei malviventi è stata possibile grazie ai numerosi controlli sul territorio effettuati dai Carabinieri. Durante una perlustrazione in abiti civili, i militari hanno notato una donna di origine straniera percorrere più volte a piedi lo stesso tratto di strada con atteggiamento ansioso. Sospettando un reato in corso, hanno chiesto il supporto della Stazione di Udine Est e hanno bloccato immediatamente la donna e l’uomo, che nel frattempo stava uscendo dall’abitazione della vittima.
Bottino recuperato.
I carabinieri hanno recuperato la refurtiva: 640 euro in contanti e vari monili in oro, del valore stimato intorno ai 30mila euro. Il denaro e i gioielli sono stati restituiti alla vittima, mentre 875 euro trovati in possesso dei due arrestati sono stati sequestrati perché ritenuti frutto di altre truffe commesse in precedenza. L’uomo è stato condotto alla Casa Circondariale di Udine, mentre la donna al carcere femminile di Trieste. Entrambi sono ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.




