Il santuario di Castelmonte e gli ex voto per la scampata epidemia dalla peste

Convento e chiesa sono posti sulla sommità del panoramico colle alto 618 metri. Furono fondati nel V secolo in una località non molto distante dalla regione slovena della Primorska. All’inizio della fondazione e prima di diventare luogo di preghiera, fu difesa militare con fortilizio ideato e costruito dai Longobardi.

La venerazione della Madonna Antica con Bambino.

Al santuario, molti erano i fedeli che arrivavano da regioni lontane in pellegrinaggio per venerare l’immagine di San Michele e, successivamente, la statua della Madonna Antica con Bambino di scuola salisburghese, realizzata nel 1479, e per ricevere le indulgenze speciali concesse nel 1247 da papa Innocenzo IV.

Fermo baluardo contro le invasioni ottomane, il monastero fu in parte danneggiato nel 1419 dalle orde turche e, nel 1469, fu distrutto dal fuoco provocato da un fulmine. Nel 1519, santuario e monastero furono colpiti dal rovinoso terremoto che investì un ampio territorio. Alla ricostruzione, che fu guidata dalla confraternita di Santa Maria del Monte, parteciparono numerosi fedeli friulani, istriani, sloveni e austriaci.

La chiesa del santuario.

La chiesa del santuario edificata nel 1479 all’interno conserva pregevoli altari realizzati in stile barocco da abili scultori di scuola veneziana e un’interessante e significativa raccolta di ex voto che si possono quantificare in migliaia e migliaia di testimonianze lasciate dai fedeli nel corso dei secoli.

L’ex voto più antico è quello portato in dono dalla città di Gemona del Friuli nel corso di un grandioso pellegrinaggio avvenuto il 20 giugno 1576, per lo scampato pericolo dall’epidemia della peste che investì tutta l’Europa.

Durante il periodo di occupazione napoleonica, tra il 1797 e il 1799, il santuario e il monastero furono depredati del tesoro d’arte e di numerose e preziose opere artistiche. Nel 1866, monastero e santuario dovettero subire la confisca dei beni da parte del Governo Regio d’Italia.

La cripta, la parte più antica della chiesa.

La parte più antica della chiesa è la cripta, affrescata nel 1525 da Giovanni da Udine. La facciata attuale è stata realizzata nel 1930. Nel 1954, la chiesa è stata ampliata e ristrutturata. Nei dintorni della chiesa e del monastero, vi sono numerosi edifici che compongono il caratteristico borgo fortificato con palazzi rinascimentali e la romantica stradina, cui si accede seguendo il percorso della lunga scalinata in pietra.

Dal 1913, le cure del monastero e del santuario sono affidate ai monaci dell’Ordine dei frati Cappuccini. Nel convento, sono prodotti dolci tipici della valle del Natisone, fra cui la celebre e ghiotta Gubana.