Tre giovani grifoni hanno spiccato nuovamente il volo sulle montagne friulane. È successo domenica 6 settembre alla Riserva naturale regionale del lago di Cornino, a Forgaria nel Friuli, dove gli esemplari sono stati reintrodotti in natura durante la giornata “Vivi e Liberi di Volare”, momento di punta della programmazione annuale del sito protetto.
“Fanno parte di un gruppo catturato nell’ambito delle indagini sanitarie che vengono effettuate periodicamente dalla Riserva in collaborazione con il dottor Stefano Pesaro, del Centro di ricerca e coordinamento per il recupero della fauna selvatica dell’Università di Udine. Sono stati liberati dopo un periodo di cure e controllo: si tratta di individui immaturi, uno di 2 anni d’età e gli altri fra i 3 e i 4; il loro peso oscilla fra i 6,5 e i 7,5 kg”, ha spiegato il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero.
Un quarto grifone, una giovane femmina arrivata in condizioni particolarmente critiche, dovrà invece attendere ancora qualche giorno prima di tornare libero.
Il salvataggio della giovane femmina
La storia più delicata è quella di un quarto esemplare, una giovane femmina segnalata nei pressi di Gemona da una donna che ne aveva notato le difficoltà e ne aveva seguito gli spostamenti. Il grifone aveva da poco lasciato il nido, probabilmente nella zona di Venzone. Dopo diversi tentativi, il 28 agosto gli operatori sono riusciti a catturarlo e a trasferirlo alla Riserva.
“Era molto debole e denutrito e soffriva di un’infezione: pesava solo 5,2 kg. È stato subito preso in cura dal dottor Stefano Pesaro, dell’Università di Udine”, ha raccontato Genero.
La giovane femmina sarà trattenuta ancora per alcuni giorni in voliera, in modo da completare il recupero delle condizioni fisiche necessarie al ritorno in libertà. Poi verrà reintrodotta in natura e avrà anche un nome: Mara, scelto in onore della donna che ne aveva segnalato la presenza e che aveva continuato a monitorarne gli spostamenti, contribuendo così al suo salvataggio.
A Cornino un centinaio di grifoni
La liberazione dei tre giovani esemplari ha rappresentato il momento più atteso della giornata “Vivi e Liberi di Volare”, organizzata dalla Coop Pavees, che gestisce la Riserva. A compiere il rilascio sono stati il presidente della cooperativa Luca Sicuro e i suoi collaboratori, davanti al sindaco di Forgaria Pierluigi Molinaro, al vicesindaco Luigino Ingrassi, al sindaco di Trasaghis Stefania Pisu e all’assessore di Forgaria Federico Petri.
La giornata era iniziata con le visite guidate al Centro visite e al lago di Cornino, per poi proseguire nel pomeriggio con gli approfondimenti dedicati alla conservazione della specie.
Il monitoraggio della popolazione presente sul territorio resta un lavoro complesso. In Friuli Venezia Giulia sono circa un centinaio i grifoni presenti e sono state individuate 20 aree di nidificazione tra Prealpi e Alpi, con colonie che contano da una a 18 coppie.
Nella stagione riproduttiva 2025/2026 sono stati 70 i piccoli nati, a fronte di circa 80 uova deposte. Di questi, però, soltanto 55 sono arrivati all’involo.
I rischi per i giovani grifoni
“La potenzialità riproduttiva è quindi elevata, ma vari fattori determinano perdite nel lungo periodo della cova e dell’allevamento dei giovani grifoni”, ha spiegato Genero.
Tra le criticità ci sono i disturbi provocati dalle attività umane, dal parapendio agli elicotteri fino alla presenza di scalatori nelle aree di nidificazione. A incidere può essere anche il rifornimento non regolare del punto di alimentazione, legato a problemi organizzativi, mentre tra le possibili cause vengono considerati anche gli incendi.
A queste minacce si aggiungono gli episodi di avvelenamento registrati in Austria lo scorso aprile, che hanno provocato la morte di almeno otto grifoni, con la possibilità che altri esemplari non siano stati ritrovati. Un fenomeno che, secondo la Riserva, ha avuto conseguenze anche sulla stagione delle nidificazioni.

