Presentate le iniziative per il 50° anniversario del terremoto in Friuli.
“Il terremoto del Friuli è una ferita profonda, ma è anche il momento in cui il nostro popolo ha mostrato il suo carattere più autentico: quello di chi, pur colpito duramente, ha scelto di non arrendersi”. Con queste parole il governatore Massimiliano Fedriga ha aperto ufficialmente il cammino verso il 50° anniversario del terremoto del 1976 in friuli, con la presentazione del programma di eventi, illustrata oggi all’Auditorium del polo scientifico dei Rizzi dell’Università di Udine.
“Da quella tragedia è nato un modello che oggi rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale: la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. Un sistema costruito sull’esperienza diretta, sulla responsabilità delle istituzioni e sul valore del volontariato, che ha saputo fare tesoro dell’aiuto ricevuto per trasformarlo in capacità di intervento e solidarietà verso gli altri. Una dimostrazione concreta di ciò che è la resilienza“.
Fedriga ha ricordato come l’Università di Udine sia una vera eredità della ricostruzione: “Dimostra come la nostra gente non si sia limitata a riedificare ma abbia guardato al futuro e rilanciato, dimostrando la propria forza”.
Riccardi: memoria e futuro
L’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e disabilità con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, ha delineato il percorso delle celebrazioni: “Abbiamo pensato a un anno ‘lungo’, nel quale cercheremo di raccontare questa storia difficile, le ragioni, le conseguenze, le scelte, ringraziando la classe dirigente di quel tempo e facendo emergere i molti aspetti di grande attualità della ricostruzione e del modello Friuli“.
“L’altro grande tema che svilupperemo – ha aggiunto Riccardi – è la riflessione su cosa sarebbe oggi questa regione senza il sacrificio di persone straordinarie, che ricorderemo in occasioni importanti attraversando tutto il Friuli Venezia Giulia. Il racconto parte da due figure simboliche: il popolo friulano, caratterizzato da lavoro e coraggio, e l’uomo dell’emergenza, capace di garantire credibilità nel rapporto con lo Stato”.
Riccardi ha ricordato il ruolo della Protezione Civile e di Giuseppe Zamberletti: “Ci ha insegnato che bisogna pensare a quello che può succedere prima e dopo l’emergenza. L’attività della prevenzione e la scelta di ricostruire “dov’era e com’era” non è stata un semplice calcolo sui costi, ma una straordinaria lezione di civiltà, difendendo le radici profonde di questa terra”.
Amirante e Zilli: sicurezza e orgoglio
L’assessore alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, ha sottolineato il legato della lezione della ricostruzione: “Nella prevenzione, nella sicurezza del territorio, delle scuole, delle case, nella programmazione e nella capacità di intervenire quando le comunità locali chiedono attenzione e investimenti infrastrutturali”.
Barbara Zilli, assessore alle Finanze, ha aggiunto: “Le iniziative che oggi presentiamo sono un gesto di gratitudine per il grande aiuto ricevuto e di orgoglio per ciò che il Friuli è diventato. Una comunità laboriosa, solidale, coesa, che guarda al futuro dei suoi figli con la fierezza e la consapevolezza delle sue radici forti”.
Bordin: radici e valori della comunità
Il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin ha aperto il suo intervento sottolineando l’importanza della memoria: “Il Friuli Venezia Giulia di oggi ha anche in questo evento tragico le sue radici. Istituzioni, società civile e mondo ecclesiastico hanno saputo lavorare insieme, fare sinergia e ricostruire il Friuli con determinazione, capacità e correttezza. Valori come altruismo, generosità e voglia di rimboccarsi le maniche li troviamo ancora all’interno della nostra comunità e dobbiamo ricordarlo e raccontarlo con orgoglio”.
Il logo commemorativo e le nuove generazioni
Durante la cerimonia, Fedriga ha premiato Davide Giroldo, studente della 5E del Liceo Artistico Galvani di Cordenons, vincitore del concorso per il logo commemorativo del 50° anniversario. Il logo, simbolo della memoria del sisma, della resilienza della comunità e della rinascita, accompagnerà tutte le attività della Regione nel corso del 2026.
“È molto importante che le nuove generazioni siano protagoniste dell’anniversario del terremoto. Questo logo, oltre a dimostrare la grande capacità dei nostri ragazzi, rappresenta simbolicamente un ponte che attraversa cinquant’anni di storia della nostra terra. Lo spirito della ricostruzione deve continuare a impregnare le radici del nostro popolo, perché dimostra la vera forza di questa terra”, ha detto Fedriga.
Il logo è composto da tre segni gestuali: l’onda blu del Monte San Simeone e la leggenda dell’Orcolat; la pennellata arancione delle macerie; e quella gialla ascendente della ripartenza. La classe vincitrice ha ricevuto un premio di 5mila euro.





