In Friuli accesi i primi falò epifanici: ecco cosa ha predetto il fumo

Si sono accesi ieri, 5 gennaio, i primi falò epifanici in Friuli, una tradizione secolare che affonda le sue radici nella cultura contadina e che ancora oggi continua ad affascinare e coinvolgere intere comunità.

Nel tardo pomeriggio, i fuochi hanno iniziato a levarsi nei cieli della regione, dando il via a una serata fatta di luci tremolanti, profumo di legna bruciata, vino caldo e speranze. Ma non è solo folclore: secondo l’usanza, la direzione del fumo è in grado di predire la sorte dell’anno nuovo, tra auspici positivi e segnali meno incoraggianti.

Lignano Sabbiadoro: presagi foschi dal mare

Tra i primi pignaaccesi, quello sull’arenile di Lignano Sabbiadoro, davanti a una folla numerosa radunata presso l’ufficio spiaggia 7. La serata, organizzata con il consueto entusiasmo dal Gruppo Alpini Lignano, è stata arricchita da musica e dolci distribuiti gratuitamente.

Il fumo si è diretto verso ponente, da sempre considerato un segno negativo. Un 2026 difficile, dunque, secondo la tradizione, almeno per chi vive sulla costa.

Sabbionera Paludo: segnali di speranza

Più ottimista la previsione del falò acceso a Sabbionera Paludo, che ha attirato circa un migliaio di persone. Qui il fumo si è levato dritto verso levante, interpretato come un augurio di serenità e prosperità per l’anno entrante. U

A Provesano e Rauscedo vincono tradizione e partecipazione

Nel comune di San Giorgio della Richinvelda, il rito si è moltiplicato in più località. Provesano, Rauscedo, Aurava, Pozzo, Cosa e Domanins hanno ognuno acceso il proprio pignarûl, in una vera e propria “sfida” a colpi di fascine. A Domanins, in particolare, il falò allestito in via del Sole si è distinto per imponenza e suggestione, realizzato con il contributo dei neomaggiorenni del paese, protagonisti di un passaggio simbolico verso l’età adulta.

Pordenone: incertezza in cielo

A Pordenone, il tradizionale Pan e Vin è tornato ad animare la zona della Comina, dove migliaia di persone si sono radunate per assistere al grande falò epifanico, uno dei più attesi della città. L’evento, organizzato con cura dalle associazioni locali, ha unito famiglie, giovani e anziani in un clima festoso, tra pinza, vin brulè e musica.

Quando la pira ha preso fuoco, tutti gli occhi si sono alzati al cielo per interpretare il responso. Il fumo si è alzato dritto, senza inclinarsi nettamente né a levante né a ponente: un segno di incertezza, che secondo la tradizione lascia aperte tutte le possibilità per il 2026. Né buone né cattive notizie, insomma, ma un invito alla prudenza e all’impegno.