L’acqua diventa una risorsa da gestire con attenzione in diverse zone della montagna friulana. Le scarse piogge degli ultimi mesi e il caldo estivo stanno mettendo sotto pressione alcune reti idriche, spingendo i Comuni ad adottare ordinanze e campagne di sensibilizzazione per ridurre gli sprechi.
La situazione non riguarda l’intero territorio regionale, ma alcune aree dove sorgenti e acquedotti stanno registrando maggiori difficoltà, soprattutto a causa della mancanza di precipitazioni e del ridotto accumulo nevoso durante l’inverno. L’obiettivo è tutelare le riserve disponibili e garantire la continuità del servizio, limitando gli utilizzi non indispensabili dell’acqua potabile.
A Montenars acqua solo per usi alimentari e igienici
Dalla montagna arrivano le prime misure per contenere i consumi. Diversi Comuni hanno adottato provvedimenti per limitare gli utilizzi non essenziali dell’acqua potabile e invitare cittadini, imprese e attività produttive a prestare maggiore attenzione.
A Montenars il Comune ha disposto, in via precauzionale e fino a nuovo avviso, l’utilizzo dell’acqua potabile esclusivamente per uso alimentare e igienico. L’ordinanza è stata adottata a causa della mancanza di piogge delle ultime settimane e di alcuni guasti alla rete idrica ancora in fase di verifica.
Ai cittadini viene chiesto di evitare sprechi e di non utilizzare l’acqua per altri scopi, come l’irrigazione di orti e giardini, il lavaggio di automezzi o altri utilizzi non indispensabili. Anche il Cafc (Consorzio acquedotto Friuli centrale) ha rilanciato la campagna “Risparmia ogni goccia”, diffusa attraverso autobus del trasporto pubblico e canali digitali.
Nelle zone dove la rete risulta maggiormente sotto pressione vengono inviati anche sms agli utenti per ricordare di utilizzare l’acqua principalmente per bere, cucinare e l’igiene personale, evitando invece irrigazione di orti e giardini, riempimento di piscine e lavaggio di automezzi.
I consigli per ridurre i consumi ogni giorno
Accanto alle ordinanze e agli interventi sulle reti, la campagna “Risparmia ogni goccia” propone una serie di buone pratiche per ridurre il consumo quotidiano di acqua.
Tra i comportamenti consigliati c’è quello di ridurre la durata della doccia, facendola durare il tempo di una canzone, e di evitare di lasciare scorrere l’acqua inutilmente. Un aiuto può arrivare anche dall’installazione di un rompigetto sui rubinetti, mentre durante il lavaggio dei denti è consigliato chiudere il rubinetto e aprirlo solo per il risciacquo. Importante anche utilizzare lavatrice e lavastoviglie soltanto a pieno carico: una doccia consuma mediamente circa 50 litri d’acqua, mentre un bagno può arrivare a circa 220 litri.
Per orti e giardini l’invito è a utilizzare, quando possibile, acqua non potabile, recuperare quella usata per lavare frutta e verdura e irrigare nelle ore meno calde, preferibilmente all’alba o al tramonto. Tra le buone pratiche rientra anche la raccolta dell’acqua piovana in bidoni o cisterne e il controllo di eventuali perdite, come rubinetti che gocciolano o scarichi dei servizi igienici non efficienti.
Piccoli accorgimenti quotidiani che, sommati, possono contribuire a ridurre la pressione sulle reti nei periodi di maggiore richiesta.
I Comuni e le frazioni dove il Cafc segnala carenze idriche
Il monitoraggio del Cafc evidenzia diverse situazioni di sofferenza idrica soprattutto nelle aree montane.
In Carnia risultano interessate alcune zone di Arta Terme, con la frazione di Plan di Coces, Comeglians con Runchia e Treppo Ligosullo con capoluogo e frazioni. Nel Canale del Ferro-Val Canale la situazione riguarda invece Dogna, con capoluogo e frazioni, Malborghetto-Valbruna, in particolare Ugovizza, e Tarvisio, con Cave del Predil. A Pontebba le criticità riguardano le zone di Aupa, San Leopoldo e Studena Alta.
Nelle Valli del Natisone sono segnalate difficoltà a Pulfero, nelle località di Calla, Montefosca, Pegliano, Comugnero, Coregnavaz Alta e Bassa, e a Torreano, nelle frazioni di Reant, Masarolis e Tamoris.
A Montenars le aree indicate sono San Giorgio, Sant’Elena, Iouf, Bulons, Cologna, Zampariul e Lucardi, mentre a Vito d’Asio la situazione interessa diverse località tra cui Carluts, Cjaval, Clementins, Corniolia, Cosoi, For, Juris, La Busa e Zescj.

