I friulani in Uruguay.
Montevideo ha festeggiato gli ottant’anni della Famèe Furlane con un gesto carico di significato: l’inaugurazione di un monumento in mosaico che rende omaggio alle terre uruguaiane che, fin dalle prime ondate migratorie, hanno accolto i friulani offrendo loro una nuova casa. Un’opera che parla di integrazione, gratitudine e memoria condivisa, e che racconta un legame costruito nel tempo grazie al lavoro, ai sacrifici e all’impegno delle generazioni di emigranti.
Quel mosaico è oggi il simbolo di un ponte ideale tra Friuli e Uruguay, un legame profondo che unisce la comunità friulana di Montevideo alla città che l’ha vista crescere e radicarsi, senza mai dimenticare le proprie origini.
Le parole di Bordin.
Alla cerimonia ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, che ha sottolineato il valore che va oltre l’anniversario: “Con questo monumento celebriamo sì gli ottant’anni della Famèe Furlane di Montevideo, ma soprattutto un simbolo di amicizia e di rispetto reciproco tra la comunità friulana e la città“.
Bordin ha ricordato come i migranti friulani siano diventati nel tempo un punto di riferimento per valori e identità: “Hanno contribuito a far crescere Montevideo e l’Uruguay, rendendoci orgogliosi. È bello vedere come questo legame indissolubile continui di generazione in generazione, fondato sull’amicizia tra il Friuli Venezia Giulia e l’Uruguay”.
Parole condivise anche dal presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Franco Iacop, che ha definito la giornata “una vera festa”: “Questo monumento – ha detto -, racconta ottant’anni di storia e rappresenta quel ponte tra Uruguay e Friuli fatto di integrazione, rispetto e radici comuni. È il segno di come l’emigrazione friulana abbia contribuito a costruire l’Uruguay senza mai perdere la propria identità”.
Grande emozione è stata espressa infine dal presidente della Famèe Furlane di Montevideo, Bernardo Zannier Bauza, presente insieme a numerosi soci del sodalizio e a Marco Rossi, capo della Cancelleria consolare dell’Ambasciata d’Italia a Montevideo, in una cerimonia che ha unito memoria, orgoglio e riconoscenza.




