Fauner escluso dai tedofori: “Una beffa per me e per gli altri campioni dimenticati”

L’esclusione di Silvio Fauner dal percorso dei tedofori delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 accende una polemica che scuote l’ambiente sportivo e istituzionale. Il campione di fondo, cinque volte medagliato ai Giochi Olimpici, ha affidato a un post su Facebook il suo sfogo, denunciando non solo la sua esclusione, ma quella di almeno 15 atleti olimpici italiani che – a suo dire – sarebbero stati ignorati dalla Fondazione organizzatrice.

Fauner punta il dito contro la motivazione fornita dalla Fondazione: il suo ruolo di vicesindaco del comune di Sappada, paese di 1.300 abitanti, sarebbe stato giudicato “incompatibile” con la partecipazione al simbolico percorso della torcia. Ma il caso di Ivan Scimonelli, consigliere comunale di Siracusa, selezionato come tedoforo e già protagonista il 14 novembre scorso nel tratto siracusano della staffetta olimpica, mette in dubbio la coerenza del criterio adottato.

“Due pesi e due misure”

“Quindi mi chiedo: per lui la regola non vale e per me sì?”, scrive Fauner, alludendo alla disparità di trattamento tra lui e Scimonelli, quest’ultimo esponente della lista civica “Insieme” ed ex atleta di vela e triathlon. La questione, secondo Fauner, va ben oltre il piano personale: “Mi sono fatto portavoce di almeno 15 atleti che hanno vinto medaglie olimpiche negli sport invernali. Campioni che hanno scritto pagine importanti della storia dello sport italiano e che oggi si sentono messi da parte”.

La Fondazione.

Dopo le critiche piovute nelle ultime ore, la Fondazione Milano Cortina aveva provato a chiarire: la scelta dei tedofori sarebbe stata ispirata dalla volontà di evitare figure con ruoli politici, per preservare il carattere apartitico dell’evento. Ma la realtà dei fatti sembra contraddire questa linea, e Fauner non ci sta.

“Se avessero ammesso l’errore…”

“Se la Fondazione avesse semplicemente ammesso l’errore e chiesto scusa per una gestione sbagliata, i toni sarebbero stati diversi – scrive l’olimpionico –. Ma cercare scusanti infondate, dopo una debacle evidente, non è accettabile. Perché qui non c’è solo il danno. C’è anche la beffa. Le Olimpiadi meritano rispetto. E il rispetto passa anche dal saper riconoscere quando si sbaglia!”.

E il colpo finale arriva con una domanda amara: “E ora, al consigliere comunale che invece ha avuto l’onore di portare la fiaccola, la Fondazione cosa risponderà?”.