Udine-Tarvisio, lavori e binari sbarrati: traffico a ostacoli e merci a rischio fino al 2028

Lavori sulla linea Udine-Tarvisio: disagi per passeggeri e merci per le interruzioni dei treni.

Le interruzioni non si fermeranno al 2026: la linea Udine-Tarvisio sarà interessata da stop programmati che, dopo la chiusura totale di un mese tra agosto e settembre 2026, si ripeteranno anche nel 2027 e nel 2028. Un orizzonte pluriennale che preoccupa il sistema logistico del Friuli Venezia Giulia, fortemente dipendente dal traffico ferroviario merci.

Interruzione totale tra agosto e settembre 2026

Il primo snodo critico è già calendarizzato: dal 22 agosto al 20 settembre 2026 la linea sarà completamente sospesa per lavori infrastrutturali. Uno stop che impone una rimodulazione profonda dei flussi, sia per i passeggeri sia, soprattutto, per il traffico merci.

“Le interruzioni programmate tra metà agosto e metà settembre 2026 lungo la linea ferroviaria Udine-Tarvisio impongono una gestione preventiva e condivisa dell’impatto sul traffico merci, oltre che su quello passeggeri. Per quanto riguarda il segmento cargo, l’alternativa dovrà necessariamente essere individuata lungo l’asse del Brennero” ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, a margine dell’incontro convocato all’Interporto di Pordenone con Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), gli operatori del sistema ferroviario e logistico regionale, oltre ai rappresentanti delle imprese interessate.

“Per questo abbiamo convocato un confronto, che si è dimostrato molto utile, con Rfi, operatori ferroviari, Autorità portuali, Interporti regionali e le imprese, così da definire per tempo soluzioni operative in grado di garantire continuità ai flussi logistici del Friuli Venezia Giulia”.

Solo il 50% dei treni merci deviato sul Brennero

Durante la riunione è stato evidenziato come l’interruzione della linea Udine-Tarvisio comporti criticità rilevanti per il sistema merci regionale, strettamente connesso ai traffici dei tre porti e dei quattro interporti del Friuli Venezia Giulia.

“La Regione si è attivata immediatamente – ha spiegato Amirante – per coinvolgere tutti gli operatori ferroviari che movimentano merci su rotaia, al fine di valutare con Rfi le modalità per ridurre al minimo l’impatto della sospensione. L’ipotesi alternativa è il valico del Brennero, sul quale saranno garantiti 150 treni a settimana, circa la metà dell’intero traffico regionale, sui quali fin da subito Rfi ha chiesto a imprese e sistema logistico Fvg di individuare e indicare le priorità al fine di assicurare le adeguate tracce ferroviarie alternative”.

Il dato è il nodo centrale: lungo l’asse del Brennero potranno transitare 150 treni merci a settimana, pari a circa il 50% del traffico regionale. Il resto dovrà essere riprogrammato.

Interruzioni previste anche nel 2027 e 2028

La criticità, però, non si esaurirà con il mese di chiusura del 2026. La Regione ha già avviato un percorso di pianificazione anche in vista delle ulteriori interruzioni ferroviarie previste nel biennio 2027-2028.

“A breve – ha aggiunto Amirante – sarà convocata la Cabina di regia regionale del trasporto e logistica per compiere le valutazioni necessarie in vista delle rimodulazioni, ma anche per cominciare a porre le basi su proposte da avanzare a Rfi, esplorando tutte le alternative possibili, per le interruzioni previste nel biennio 2027-2028 al fine di mitigare il più possibile i contraccolpi per il sistema logistico regionale”.

L’obiettivo è pianificare con largo anticipo la redistribuzione dei flussi logistici, così da consentire alle imprese di organizzare le proprie catene di approvvigionamento e limitare le ricadute economiche.

Il nodo passeggeri e il confronto con Trenitalia

Parallelamente, si apre il fronte del trasporto passeggeri. Nelle prossime settimane sarà avviato un tavolo di confronto con Trenitalia per definire le misure sostitutive durante il periodo di sospensione della linea Udine-Tarvisio. “Valuteremo tutte le soluzioni possibili – ha concluso Amirante – a partire dall’istituzione di servizi autobus sostitutivi per l’intera durata dei lavori, così da garantire la mobilità dei cittadini e ridurre al minimo i disagi”.