Una maglia rosa celebrativa unica, capace di assumere un significato profondo non soltanto per il Friuli Venezia Giulia ma per l’intero Paese. In occasione della ventesima e penultima tappa della 109ª edizione del Giro d’Italia, la carovana del ciclismo vivrà un momento di forte valore simbolico: eccezionalmente, il claim “Io sono Friuli Venezia Giulia” che campeggia sulla casacca del leader della corsa lascerà il posto alla scritta “Il Friuli ringrazia e non dimentica”.
La frase, diventata simbolo della ricostruzione dopo il sisma del 1976, rappresenta ancora oggi uno degli elementi più riconoscibili dell’identità friulana. L’iniziativa, legata alla frazione in programma da Gemona del Friuli a Piancavallo, è stata voluta per celebrare il 50° anniversario del terremoto che colpì la regione.
Fedriga: «Un popolo che non dimentica davanti agli occhi del mondo»
Ad annunciare l’iniziativa è stato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha sottolineato il significato della giornata. La proposta della Regione è stata accolta dagli organizzatori di RCS Sport. “Abbiamo scelto di lasciare spazio alla memoria e al sentimento di un popolo che non dimentica”, ha rimarcato Fedriga.
“La partenza da Gemona, città simbolo del terremoto e della rinascita del Friuli, e l’arrivo a Piancavallo, salita storica del ciclismo italiano, renderanno questa giornata particolarmente significativa. Attraverso la maglia rosa vogliamo ricordare quanto accadde il 6 maggio di cinquant’anni fa, celebrare la forza delle comunità e ringraziare tutte le persone, le istituzioni e i volontari che contribuirono alla ricostruzione”.
Il programma della maglia celebrativa
Il percorso della maglia rosa seguirà il protocollo del Giro. La partenza da Gemona: il leader della classifica generale indosserà la maglia con la scritta commemorativa già alla partenza della penultima tappa. Il passaggio a Piancavallo: la maglia sarà presente anche sul palco delle premiazioni. Per il gran finale a Roma, il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” tornerà sulla maglia del vincitore finale del Giro, sul podio conclusivo.
La ventesima tappa diventa così un momento che supera la dimensione sportiva per trasformarsi in un tributo collettivo. Un risultato reso possibile dal lavoro congiunto di istituzioni, organizzatori e pubblico friulano che da sempre accompagna la corsa sul territorio.
“Il Giro d’Italia rappresenta da sempre un racconto di sport, territori e comunità”, ha concluso Fedriga. “Per il Friuli Venezia Giulia questa tappa sarà un momento di memoria e riconoscenza che porteremo davanti agli occhi del mondo”.
