Il miglior salame affumicato del Friuli Venezia Giulia nasce da un gruppo di amici

Il vincitore del concorso dedicato al miglior salame affumicato del Friuli Venezia Giulia.

Amicizia, famiglia e una tradizione portata avanti insieme da anni. Sono questi gli ingredienti segreti del miglior salame affumicato del Friuli Venezia Giulia, premiato a Sutrio nell’ambito del concorso “Salat, fumat e mangjat!”, organizzato dalla Pro Loco in occasione di Fums, Profums e Salums, la festa gastronomica primaverile dedicata al maiale e ai prodotti affumicati della tradizione friulana.

A conquistare il primo posto, tra circa trenta partecipanti, è stato un gruppo di amici provenienti da diversi paesi del Friuli, tra cui Timau, Paluzza, Sutrio, Cavazzo e Pasian di Prato. Da una quindicina d’anni si ritrovano per produrre insieme salami affumicati destinati esclusivamente al consumo personale, mantenendo viva una consuetudine fatta di gesti antichi, competenze tramandate e momenti di condivisione.

Il salame vincitore prodotto tra amici e parenti

Il gruppo, legato da rapporti di amicizia e parentela, ha organizzato nel tempo una vera e propria squadra. C’è chi si occupa della scelta della carne, chi prepara l’impasto, chi dosa sale, pepe e aromi e chi segue con attenzione la fase dell’affumicatura. Gli incontri avvengono a Timau, due o tre volte l’anno, nel periodo autunnale e invernale, quando la carne viene lavorata insieme.

Il salame viene poi affumicato per circa una settimana in un’antica “seccarola” all’interno di uno stavolo, utilizzando soltanto legna di faggio. Dopo questa fase viene trasferito in una vecchia cantina sotto la strada, con il pavimento in pietra, dove resta a stagionare per circa due mesi o due mesi e mezzo prima di essere pronto.

Il racconto di Thomas Silverio

A ritirare il premio, in rappresentanza del gruppo, è stato Thomas Silverio di Timau, che ha raccontato il valore di questa tradizione condivisa.

“Usiamo solo legna di faggio, affumicando i primi due giorni e poi a giorni alterni per una settimana complessiva – ha spiegato –. In genere facciamo circa 200 salami all’anno, solo per noi. Il nostro gruppo, affiatatissimo, attualmente è composto da 8 persone, ma il tutto è iniziato oltre vent’anni fa dalla passione del maestro norcino Erminio Matiz, che purtroppo non è più con noi, e di altri amici, fra cui Oliveri e Pierantonio Matiz, che ancora oggi fanno parte del nostro gruppo”.

Per Silverio, la produzione del salame non è soltanto una questione di ricetta o tecnica, ma soprattutto un momento che rafforza i legami. “Fare il salame insieme è un momento di grande condivisione e amicizia che ci lega”, ha aggiunto.

La premiazione a Sutrio

Il premio, un bassorilievo raffigurante un simpatico maiale realizzato dallo scultore Marco Candoni di Cedarchis, è stato consegnato dal sindaco di Sutrio Manlio Mattia e dal presidente di Visit Zoncolan Silvio Ortis, che hanno anche svelato la classifica dei primi dieci classificati.

Alle spalle del gruppo vincitore si è piazzata al secondo posto Roberta Ariis di Raveo, mentre il terzo posto è stato assegnato ex aequo a Nicola Cescutti di Paluzza e Pio Morassi di Liaris. In classifica anche Albano Unfer di Timau, Josef Gloder di Liaris, Nicolò Cicutti di Sutrio, Marco Flora di Paluzza, Salumi e Sapori di Timau, Arno Pittino di Sutrio e la Macelleria Piazza di Sutrio.

Una tradizione ancora viva in Friuli Venezia Giulia

Il concorso “Salat, fumat e mangjat!” ha visto la partecipazione non solo di macellerie e aziende regionali, ma anche di privati che continuano a portare avanti in casa una tradizione ancora molto sentita in Friuli Venezia Giulia.

A decretare il vincitore è stata una giuria tecnica composta da esperti, chiamata a valutare sapore, profumo e consistenza dei salami in gara. Dopo la proclamazione, anche il pubblico ha potuto partecipare alla degustazione dei prodotti in concorso, giudicati nel complesso di ottima qualità. Un riconoscimento che premia non solo la bontà del prodotto, ma anche il valore di una tradizione che continua a vivere grazie alla passione, alla cura e al piacere di stare insieme.