Allarme bracconaggio sull’Altopiano del Montasio, dove alcune segnalazioni raccolte sul territorio parlerebbero di una forte diminuzione della popolazione di marmotte rispetto allo scorso anno. Gli animali, secondo quanto denunciato dal Partito Animalista Italiano (PAI) del Friuli Venezia Giulia, verrebbero uccisi soprattutto per ricavarne la pelliccia.
La situazione riguarderebbe in particolare la zona del Rifugio Brazzà e le aree limitrofe. A rendere nota la vicenda è Irene Giurovich, giornalista e portavoce regionale del PAI, che ha inviato una segnalazione formale alla Stazione Forestale di Tarvisio e, per conoscenza, alla Procura della Repubblica di Udine, chiedendo verifiche e un rafforzamento dei controlli.
Le segnalazioni sulla diminuzione delle marmotte
Secondo le testimonianze raccolte dall’associazione, la presenza delle marmotte sull’altopiano sarebbe drasticamente diminuita rispetto alla scorsa stagione. Un dato che dovrà ora essere verificato attraverso monitoraggi sul campo, ma che ha spinto il PAI a chiedere un intervento urgente delle autorità competenti.
L’associazione sollecita in particolare un censimento della popolazione presente, sopralluoghi nelle zone indicate dalle segnalazioni e pattugliamenti più frequenti e mirati, con l’obiettivo di accertare l’eventuale presenza di attività illegali e individuarne i responsabili. La denuncia parla inoltre di marmotte che verrebbero cacciate per la loro pelliccia, circostanza che, anche in questo caso, dovrà essere accertata dagli organi investigativi.
Il timore di ritorsioni tra chi conosce la zona
Un altro elemento segnalato dal PAI riguarda il clima di preoccupazione tra alcune delle persone che frequentano o lavorano nella zona. Ci sarebbero infatti soggetti in possesso di informazioni potenzialmente utili, ma restii a parlare apertamente per il timore di possibili ritorsioni. Proprio per questo nella richiesta trasmessa alle autorità viene sottolineata la necessità di garantire la massima riservatezza a eventuali testimoni o informatori.
Secondo quanto riferito dall’associazione, in passato sarebbe inoltre capitato che, tra una segnalazione e l’arrivo delle pattuglie, i presunti bracconieri riuscissero ad allontanarsi dalla zona. Da qui la richiesta di una presenza più costante sul territorio. “Non possiamo permettere che il silenzio imposto dalla paura diventi complice del bracconaggio”, afferma Giurovich, chiedendo alle istituzioni di intervenire per proteggere la fauna selvatica e verificare quanto sta accadendo sull’Altopiano del Montasio.

