Gorizia, una panchina gialla per Giulio Regeni all’università: “Simbolo di memoria e libertà”

Da sinistra Marco Acri, Renata Kodilja, Giulia Caccamo, Gaia Soncin, Paola Deffendi, Claudio Regeni, Patrizia Artico, don Alberto De Nadai, Laura Zanin

Nel chiostro della sede di Santa Chiara dell’Università di Udine a Gorizia è stata inaugurata la panchina gialla in ricordo di Giulio Regeni, nel decimo anniversario della brutale uccisione del giovane ricercatore originario di Fiumicello.

La panchina riporta la scritta “In ricordo di Giulio Regeni” ed è stata collocata come segno visibile e permanente all’interno dell’ateneo, nell’ambito del progetto “Le università per Giulio Regeni” della Fondazione Elena Cattaneo. L’iniziativa nasce da un’idea di don Alberto De Nadai ed è stata condivisa con l’Università di Udine, l’Università di Trieste e l’Università di Nova Gorica, con il patrocinio del Comune di Gorizia.

Un momento di memoria con i genitori di Giulio

All’inaugurazione hanno partecipato la mamma Paola Deffendi e il papà Claudio Regeni, insieme ai promotori e ai rappresentanti delle istituzioni accademiche e locali.

Tra i presenti anche don Alberto De Nadai e Antonella Tripani della comunità Arcobaleno, che avevano conosciuto Giulio quando era attivo nel Consiglio comunale dei ragazzi di Fiumicello, oltre alle delegate dell’Università di Udine Renata Kodilja e Laura Zanin, la delegata dell’Università di Trieste Giulia Caccamo e il delegato dell’Università di Nova Gorica Marco Acri.

Presenti anche l’assessore comunale Patrizia Artico, don Luigi Fontanot, già parroco di Fiumicello, e la rappresentante degli studenti Gaia Soncin.

La panchina come simbolo di memoria e libertà

Nel corso della cerimonia è stato ribadito il valore simbolico dell’iniziativa, pensata non solo come ricordo ma anche come messaggio rivolto alla comunità universitaria e studentesca. “Per l’Università di Udine questa panchina in memoria di Giulio Regeni rappresenta un segno tangibile che unisce il ricordo del ricercatore universitario, il valore della libertà di studio e l’impegno per i temi sociali in ottica di inclusione”.

“La panchina ricorda a tutte le studentesse e studenti il potenziale del sapere e li invita ad esercitare il pensiero critico in difesa della libertà intellettuale e dei diritti umani”, ha spiegato la delegata Renata Kodilja.

“Un presidio quotidiano di memoria”

Anche la delegata Laura Zanin ha sottolineato il significato dell’opera all’interno della vita universitaria. “Questa panchina da oggi sarà parte della vita quotidiana del nostro ateneo. Sarà un luogo attraversato da studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, docenti e cittadini. E proprio per questo rappresenta un presidio di memoria, uno strumento per educare le future generazioni che la libertà di ricerca, di pensiero e di espressione sono conquiste che vanno sempre preservate, tutelate e garantite”, ha dichiarato.

La proiezione del docufilm al Kinemax

Alla posa della panchina è seguita la proiezione del docufilm “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo” al Kinemax, gremito in ogni ordine di posti.

L’iniziativa si inserisce nel progetto nazionale “Le università per Giulio Regeni. Un’iniziativa per la libertà di ricerca”, sostenuto dalla Fondazione Elena Cattaneo insieme a Fandango e Ganesh Produzioni. La serata è stata introdotta dai genitori di Giulio Regeni e dai rappresentanti delle tre università coinvolte, oltre alla vice sindaca di Gorizia Chiara Gatta e a don Alberto De Nadai.