Il Papa lo vuole a Roma: Monsignor Redaelli lascia Gorizia per il Vaticano

L’arcivescovo di Gorizia chiamato a Roma da Papa Leone XIV.

L’arcivescovo di Gorizia, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, è stato nominato da Papa Leone XIV segretario del Dicastero per il Clero, uno dei 16 dicasteri della Curia romana. La notizia è stata resa ufficiale giovedì 22 gennaio dal Bollettino della Sala stampa della Santa Sede.

Si tratta di un incarico di grande rilievo e a tempo pieno, incompatibile con altri ruoli pastorali: per questo monsignor Redaelli lascia la guida dell’arcidiocesi di Gorizia e anche la presidenza della Caritas italiana. Dalle ore 12 dello stesso giorno, tuttavia, l’arcivescovo è stato nominato Amministratore apostolico dell’arcidiocesi, incarico che manterrà fino alla nomina e all’ingresso del nuovo arcivescovo. In questa veste ha confermato tutti gli incarichi diocesani in essere.

Il Dicastero per il Clero si occupa delle questioni riguardanti i presbiteri e i diaconi del clero diocesano, i seminari e le parrocchie: un servizio che colloca Redaelli al cuore della vita della Chiesa universale.

Il messaggio di Monsignor Redaelli.

“Il Santo Padre mi ha chiesto la disponibilità ad assumere questo incarico – ha spiegato l’arcivescovo nel messaggio rivolto alla diocesi e letto ai sacerdoti riuniti nel Consiglio presbiterale –. Al Papa non si può dire di no. Lo ringrazio per la fiducia e per l’opportunità di servire la Chiesa a questo livello”.

Nel suo messaggio, monsignor Redaelli ha richiamato il motto episcopale scelto quasi 22 anni fa, tratto dall’Apocalisse – “Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell’Agnello” – spiegando come il nuovo incarico gli permetterà di continuare a servire la Chiesa con uno sguardo ancora più ampio: «Finora ho contemplato la “sposa” del Signore nella concretezza dell’Arcidiocesi di Gorizia; ora sono certo che mi sarà dato di servirla con l’orizzonte della Chiesa intera, a servizio del Santo Padre, dei vescovi e delle Chiese locali».

Non manca il rammarico per un distacco anticipato da una comunità guidata dal giugno 2012. “Sono dispiaciuto di lasciare prima di quanto previsto questa Chiesa – ha scritto – che mi ha donato tanto: testimonianze di fede, impegno pastorale e missionario, servizio della carità e una profonda esperienza di comunione nella pluralità di lingue e culture”.

Parole di gratitudine sono state rivolte ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi, ai laici e ai seminaristi, indicati come “concreta speranza” per il futuro della diocesi. L’arcivescovo ha invitato tutta la comunità ad accogliere con fede e disponibilità il nuovo pastore che Papa Leone XIV sceglierà, affidando questo tempo di passaggio alla preghiera e all’azione dello Spirito Santo.

Pur assumendo il nuovo incarico romano, monsignor Redaelli avrà il titolo di Arcivescovo emerito di Gorizia, rimanendo così legato alla Chiesa locale anche per il futuro. “Non mancheranno mai da parte mia – ha concluso – la preghiera e la vicinanza all’Arcidiocesi di Gorizia”.