Il rapporto tra strutture ricettive e intermediari online è da tempo al centro di un dibattito acceso. Le commissioni delle OTA incidono in modo significativo sui margini, mentre i costi pubblicitari su Google continuano a crescere, spesso costringendo gli albergatori a pagare per comparire nelle ricerche legate al proprio stesso nome. In questo scenario consolidato sta emergendo una variabile nuova: gli assistenti basati su intelligenza artificiale.
Diversi operatori del settore segnalano un fenomeno in crescita: ospiti che dichiarano di aver scoperto la struttura attraverso ChatGPT, Claude o altri assistenti virtuali. Non si tratta ancora di numeri paragonabili ai canali tradizionali, ma la tendenza merita attenzione, soprattutto considerando la rapidità con cui questi strumenti stanno entrando nelle abitudini quotidiane dei viaggiatori.
La differenza tra ricerca tradizionale e assistenti AI
Una ricerca come “hotel a Firenze” su Google restituisce decine di risultati: annunci sponsorizzati, link organici, mappe, aggregatori. Il viaggiatore deve navigare tra numerose opzioni, aprire più schede, confrontare offerte. È un processo che richiede tempo e produce spesso frustrazione.
L’interazione con un assistente AI funziona diversamente. L’utente può formulare richieste articolate e specifiche: “Cerco un hotel a Firenze con parcheggio privato, vicino alla stazione ma in zona silenziosa, con connessione wifi adeguata per lavorare in smart working”. La risposta è tipicamente una selezione ristretta di due o tre strutture che corrispondono ai criteri indicati. Non un elenco generico, ma una raccomandazione mirata.
Questa modalità di ricerca favorisce le strutture capaci di comunicare con precisione le proprie caratteristiche distintive. Un hotel generalista, descritto in termini vaghi, ha meno probabilità di emergere rispetto a uno che presenta in modo chiaro la propria specializzazione.
I requisiti tecnici per la visibilità AI
Gli assistenti AI non esplorano i siti web come farebbe un utente umano. Elaborano dati strutturati, codici di markup, informazioni organizzate secondo standard specifici. Un sito esteticamente curato ma privo di questi elementi risulta sostanzialmente invisibile ai sistemi di intelligenza artificiale.
Il caso di un boutique hotel specializzato in arte contemporanea illustra bene questa dinamica. La struttura disponeva di un sito web di qualità, con fotografie professionali e descrizioni evocative. Tuttavia, l’assenza di dati strutturati impediva agli assistenti AI di comprenderne il posizionamento. Le informazioni necessarie a identificarlo come destinazione ideale per appassionati d’arte non erano codificate in un formato leggibile dalle macchine.
L’implementazione di markup Schema.org e protocolli come llm.txt consente di colmare questo divario. Piattaforme specializzate nella visibilità AI per strutture ricettive, come AI Hotels Directory, traducono l’identità di un hotel in un linguaggio strutturato comprensibile ai chatbot, permettendo anche a piccole realtà di comparire nelle risposte degli assistenti virtuali.
Dal targeting generico alla specializzazione
Uno dei vantaggi più significativi di questo canale riguarda la possibilità di raggiungere segmenti di pubblico molto specifici. La pubblicità tradizionale opera spesso per categorie ampie: turismo leisure, business travel, famiglie. Gli assistenti AI permettono invece un matching più preciso tra domanda e offerta.
Un agriturismo che accoglie famiglie con bambini piccoli e animali domestici può beneficiare enormemente di questa logica. Anziché competere con budget pubblicitari generici, la struttura emerge naturalmente quando un utente chiede all’assistente AI suggerimenti per una vacanza family-friendly dove sia possibile portare il cane. La corrispondenza tra richiesta e offerta è diretta, senza dispersione.
Come evidenziato da recenti analisi pubblicate su Hospitality Net, l’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle strategie di vendita diretta sta passando da opzione sperimentale a componente rilevante per la sostenibilità economica delle imprese turistiche.
Il vantaggio di muoversi in anticipo
La situazione attuale presenta caratteristiche simili ai primi anni della diffusione del web nel settore turistico. Chi investì precocemente nella presenza online ottenne un vantaggio competitivo duraturo. La maggior parte delle strutture ricettive non ha ancora consapevolezza del potenziale rappresentato dagli assistenti AI come canale di acquisizione clienti.
Questo ritardo collettivo rappresenta un’opportunità per chi sceglie di agire ora. Mentre la competizione sulle OTA si gioca su prezzi e volumi di recensioni, nel nuovo ecosistema AI contano altri fattori: la chiarezza del posizionamento, la qualità dei dati strutturati, la capacità di comunicare in modo preciso le proprie specificità.
Primi passi per gli albergatori
L’adozione di una strategia di visibilità AI non richiede l’abbandono dei canali esistenti. Si tratta piuttosto di aggiungere un livello di ottimizzazione che può produrre risultati complementari. Alcune domande possono guidare la valutazione iniziale.
- I punti di forza della struttura sono descritti in modo chiaro e verificabile, oppure attraverso formulazioni generiche e vaghe?
- Il sito web contiene dati strutturati secondo gli standard Schema.org?
- È stata definita con precisione la tipologia di ospite ideale, in termini di esigenze, interessi e motivo del viaggio?
Le risposte a queste domande determinano la capacità di una struttura di essere riconosciuta e raccomandata dagli assistenti AI. Intervenire su questi aspetti oggi significa posizionarsi in anticipo rispetto a un cambiamento che, secondo le proiezioni di settore, diventerà sempre più rilevante nei prossimi anni.




