Da Monfalcone “The Grand Tour” entra nei Guinness World Records

Il Melges24 entra nei Guinness World Records.

Il Melges24 targato SVOC porta a termine l’operazione “The Grand Tour”: entra nei Guinness World Records, e con lui la bandiera del Comune di Monfalcone. L’impresa dell’imbarcazione e dell’equipaggio ha visto la partecipazione nello stesso anno solare a tre delle regate più frequentate al mondo: la bandiera di Monfalcone ha solcato le acque di Ginevra alla Bol d’Or, dell’Isola di Wright alla Round the Island Race e del vicino golfo di Trieste, alla Barcolana.

Il record.

3.219 le barche che il Melges24 ha sfidato, tre i mari che ha solcato. Dopo un complicato iter di verifica, la buona novella: “the grand tour” è da record, e mondiale. The Grand Tour “vuole essere un richiamo a quello che era un lungo viaggio nell’Europa continentale intrapreso dagli aristocratici europei a partire dal XVIII secolo e destinato a perfezionare il loro sapere con partenza e arrivo in una medesima città” spiega l’armatore Manuel Vlacich, “tour che aveva una durata non definita e spesso aveva come destinazione anche il nostro Paese. Il lungo viaggio in stati extra europei, attraversati con la finalità di perfezionare le nostre competenze nautiche, oltre che la partenza e l’arrivo dalla medesima città – Monfalcone – sono gli elementi che ci accomunano e da cui è nato il nome”. Non solo il Melges è partito e tornato da Monfalcone, ma nella città è anche stata esposta durante l’ultima edizione della Festa dello Sport, mostrandosi a sportivi e visitatori.

La soddisfazione e le prossime sfide.

“È una grandissima soddisfazione per il Comune di Monfalcone e per l’equipaggio del Melges – rileva il Sindaco Cisint, regatante a bordo durante la Barcolana – che ha portato nel mondo e in qualche modo nei record il nome della città, motivo per cui non possiamo che essere più che riconoscenti a tutto il team. Siamo fieri che la bandiera di Monfalcone, ormai punto di riferimento per la nautica, il turismo, i trasporti e lo sviluppo portuale, abbia solcato acque lontane da quelle che conosce, in una simbolica promessa di ulteriore sviluppo”.

“L’avventura non è finita – racconta Manuel – anche quest’anno ci proponiamo il Grand Tour, in un progetto tanto sportivo quanto legato alla sensibilizzazione”. L’equipaggio, questa volta su un’altra imbarcazione ma con la stessa formula andata-ritorno “Monfalcone-Monfalcone”, solcherà le acque del lago nel punto più basso al mondo – il mar Morto, che a causa dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici si sta prosciugando -, quello nel punto più alto – il lago di Titicaca, sulla catena delle Ande tra Perù e Bolivia, avvelenato dal rilascio di mercurio a scopo industriale negli anni – e il lago di Lochness.

“È la dimostrazione che la vela, particolarmente sentita in questo territorio, può essere strumento e volano non solo della promozione della città ma anche dell’avvicinamento delle persone a tematiche più o meno complicate, ma che indubbiamente riguardano tutti noi. Non resta quindi che fare un plauso a Manuel e a tutto il suo equipaggio”, conclude Cisint.