Il Passo di Monte Croce Carnico si prepara ad una nuova riapertura dopo i lavori resi necessari dalla frana del 2023 che aveva interrotto la circolazione sulla SS52bis. La riattivazione del collegamento è prevista a partire da metà maggio, inizialmente con limitazioni: per alcune settimane il transito sarà consentito ai mezzi fino a 7,5 tonnellate e lungo un tratto regolato a senso unico alternato, con un sistema di monitoraggio costante.
“Le principali lavorazioni saranno completate entro la riapertura – ha precisato l’assessore alle Infrastrutture Cristina Amirante in Commissione – consentendo di restituire il collegamento già in condizioni di maggiore sicurezza rispetto al passato. Da giugno è prevista la piena riapertura senza limitazioni”.
Lavori per la sicurezza: reti e gallerie paramassi
L’obiettivo degli interventi non è solo il ripristino della viabilità, ma un deciso miglioramento delle condizioni di sicurezza lungo tutto il tracciato. I cantieri in corso prevedono infatti opere strutturali mirate a ridurre il rischio idrogeologico e caduta massi.
“I lavori prevedono, tra l’altro, l’allungamento delle gallerie paramassi e l’installazione di reti di nuova generazione per il contenimento del materiale roccioso, soluzioni tra le più performanti oggi disponibili”, ha sottolineato Amirante.
Il tema della sicurezza: le soluzioni sul tavolo
Nonostante la riapertura imminente, la Regione considera l’intervento solo una fase intermedia. “Questi interventi permettono di riaprire il passo e garantire condizioni di sicurezza sensibilmente migliorate, ma il tema di una soluzione strutturale resta centrale”, ha ribadito Amirante.
L’assessore ha infatti illustrato il lavoro congiunto con il Land Carinzia, sviluppato su un doppio livello, tecnico e istituzionale, per individuare una soluzione definitiva al collegamento. “Sono attivi due gruppi di lavoro, uno tecnico e uno di confronto istituzionale, che hanno analizzato tre diverse soluzioni progettuali – la galleria di base, la galleria di valico e una variante al tracciato esistente – valutandone punti di forza e criticità. L’ultimo incontro si è svolto nel novembre scorso a Tolmezzo, nell’ambito del tavolo bilaterale istituito insieme al vicegovernatore della Carinzia Martin Gruber”.
La posizione della Regione e il nodo transfrontaliero
La Regione Friuli Venezia Giulia ha già trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la propria posizione, che individua nella galleria di valico l’opzione preferibile, seguita dalla variante all’attuale tracciato.
“Si tratta di una valutazione tecnica – ha concluso Amirante -. La decisione finale spetta ad Anas e al Ministero, in un contesto che coinvolge anche l’Austria e assume quindi un rilievo transfrontaliero. Da parte nostra continueremo a garantire il massimo impegno per arrivare a una soluzione definitiva condivisa e sostenibile, anche alla luce della fattibilità economica. In ogni caso la soluzione viaria non comporterà un aumento del traffico pesante, terrà conto degli impatti ambientali e socio-economici sul territorio e dovrà garantire una maggior sicurezza della viabilità attuale”.
Nel corso della Commissione sono stati auditi enti istituzionali e rappresentanze territoriali tra cui il Sindaco di Paluzza e il presidente della Comunità montana della Carnia; gli enti gestori e società infrastrutturali, tra cui Anas; esperti e accademici; rappresentanti delle principali categorie economiche; le associazioni ambientaliste e del territorio e i comitati locali.
