Electrolux, sciopero a Porcia: “Meno lavoratori e più produzione”

Foto di Roberto Zaami

Sciopero e assemblea pubblica questa mattina allo stabilimento Electrolux di Porcia, dove i lavoratori hanno ribadito la loro contrarietà al piano industriale rivisto dalla multinazionale svedese. Al centro della protesta ci sono gli esuberi, il futuro delle produzioni e l‘aumento dei ritmi di lavoro richiesto dall’azienda.

Per i lavoratori, la revisione del piano non cambia la strategia annunciata nei mesi scorsi, ma riduce soltanto il numero degli esuberi: sono ora 1.454, contro i 1.719 indicati ad aprile.

Resta confermata anche la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, mentre alcune produzioni saranno trasferite in altri Paesi. Il ridimensionamento degli organici riguarderà, oltre a Porcia, anche gli stabilimenti di Susegana, Forlì e Solaro.

A pesare sulla protesta è anche la richiesta di incrementare la produzione. Electrolux punta ad arrivare a 140 pezzi all’ora, prevedendo per Porcia una fase intermedia a 115 pezzi all’ora. Un aumento dei carichi che i lavoratori giudicano “insostenibile”, soprattutto nel quadro di una riorganizzazione che prevede una consistente riduzione degli organici.

Domani il confronto tra ministero e governatori

Sul fronte istituzionale, è confermato per domani l’incontro tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e i presidenti delle Regioni coinvolte nella crisi Electrolux.

Il governo, viene ribadito, sta proseguendo nel lavoro di mediazione con l’azienda. Il piano degli esuberi presentato dalla multinazionale viene considerato “totalmente inaccettabile”.

Un confronto che precederà il tavolo nazionale sulla crisi. Secondo quanto annunciato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, l’incontro dovrebbe tenersi nella prima settimana di ottobre, dopo la conclusione degli incontri tecnici attualmente in corso.