Sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a concludere la 27esima edizione di Pordenonelegge – Festa del libro e della libertà, in programma dal 16 al 20 settembre. La presenza del capo dello Stato, prevista per domenica 20 settembre, accompagnerà il percorso di avvicinamento della città a Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, trasformando la chiusura del festival in uno dei momenti simbolici più importanti dell’anno culturale regionale.
L’annuncio è arrivato durante la presentazione nazionale della manifestazione a Milano, dove sono stati illustrati i contenuti e i protagonisti dell’edizione 2026. A comunicarlo è stato il presidente della Fondazione Pordenonelegge.it, Michelangelo Agrusti, sottolineando il valore della visita del presidente della Repubblica per la città e per l’intero territorio.
“Siamo grati al presidente Mattarella per questa visita che ci onora, ci emoziona e soprattutto ci motiva a proseguire nell’impegno di promozione del libro come strumento di libertà e valore civile”, ha dichiarato Agrusti.
Il festival verso Pordenone Capitale italiana della Cultura
La nuova edizione di Pordenonelegge si inserisce in un passaggio particolarmente significativo per la città, chiamata a prepararsi al 2027, quando sarà Capitale italiana della Cultura. Il festival, nato e cresciuto in Friuli Venezia Giulia, viene così indicato come una delle esperienze più rappresentative della capacità del territorio di costruire sviluppo attorno alla cultura, alla lettura e alla partecipazione.
Alla presentazione nazionale è intervenuta anche l’assessore regionale a Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, che ha portato il saluto del presidente della Regione Massimiliano Fedriga e dell’amministrazione regionale.
“Pordenonelegge dimostra il grande potere rigenerativo della cultura. È un’esperienza nata in Friuli Venezia Giulia che in questi anni ha saputo contaminare positivamente l’intero territorio regionale, diventando un modello di crescita culturale e civile”, ha dichiarato Amirante.
L’assessore ha collegato il ruolo del festival alla trasformazione più ampia del Friuli Venezia Giulia, ricordando il cammino compiuto dal territorio negli ultimi decenni.
“Dal terremoto del 1976 il Friuli Venezia Giulia ha cambiato profondamente volto: da regione fortemente rurale è diventata un territorio a forte vocazione industriale e manifatturiera. Oggi sta vivendo una nuova trasformazione, puntando sulla cultura come motore di sviluppo economico, sociale e territoriale”, ha aggiunto Amirante.
Secondo l’esponente della Giunta regionale, le grandi tappe culturali che stanno interessando il Friuli Venezia Giulia fanno parte di un disegno unitario. “L’esperienza di Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, il cinquantesimo anniversario del terremoto e il percorso verso Pordenone Capitale italiana della cultura non sono eventi casuali, ma fanno parte di una strategia di rigenerazione che la Regione accompagna con convinzione. Per questo saremo al fianco di Pordenonelegge e della città con un sostegno ancora più forte”.
Il simbolo del tarassaco e una città che semina cultura
Il simbolo scelto per questa edizione è il fiore del tarassaco, con la sua metamorfosi in soffione: un’immagine che richiama la capacità della lettura di diffondere idee, pensieri e occasioni di crescita personale e collettiva. Un segno che racconta anche il legame tra la dimensione culturale della città e il suo tessuto economico, industriale, bancario e imprenditoriale.
Pordenonelegge si conferma infatti non solo un appuntamento letterario, ma anche un grande motore di attrazione per la città e per il Friuli Venezia Giulia. Nell’edizione 2025 la manifestazione ha portato a Pordenone oltre 160mila persone, un dato che conferma il peso crescente del festival nel panorama culturale nazionale.
Per sostenere l’afflusso del pubblico, la Regione ha previsto anche servizi di trasporto dedicati. “La Regione ha già programmato due treni storici, uno da Trieste e uno da Treviso e ritorno, a sostegno della manifestazione, ma siamo pronti a prevedere servizi aggiuntivi a seconda del programma, così come avverrà nel 2027 in occasione della Capitale italiana della cultura, sulla scorta dell’esperienza positiva già testata per GO!2025”, ha spiegato Amirante.
Rushdie aprirà il festival, Mattarella lo chiuderà
Il programma della 27esima edizione si annuncia particolarmente ricco. Il festival si aprirà con lo scrittore e saggista Salman Rushdie e si chiuderà con la partecipazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nei cinque giorni sono previsti 350 eventi in 50 sedi tra Pordenone e il Friuli Venezia Giulia, con oltre 650 voci internazionali della letteratura, della poesia e del pensiero.
Tra i grandi ospiti internazionali annunciati figurano Michel Houellebecq, Peter Sloterdijk, Eshkol Nevo, Julija Navalnaja, che ricorderà l’eredità politica del marito Aleksej Navalnyj, lo scrittore statunitense Premio Pulitzer Andrew Sean Greer, Thomas Schlesser, Leila Slimani e Nelio Biedermann.
Ampio spazio sarà riservato anche alla narrativa italiana, con la presenza, tra gli altri, di Stefania Auci, Andrea Vitali, Erri De Luca, Ilaria Tuti, Eraldo Affinati, Mauro Covacich, Mauro Corona, Stefania Andreoli, Francesca Giannone, Valeria Parrella, Francesco Piccolo, Matteo Bussola, Walter Siti, Daria Bignardi, Concita De Gregorio, Romana Petri, Dario Ferrari, Viola Ardone, Serena Bortone, Enrico Galiano e Andrea Maggi.
Non mancheranno le trame gialle, rappresentate da autori come Alessandro Robecchi, Antonio Manzini, Giancarlo De Cataldo, Daniele Mencarelli, Piergiorgio Pulixi, Cristina Cassar Scalia, Maurizio de Giovanni, Marco Malvaldi, Samantha Bruzzone, Massimo Carlotto, Andrea Pennacchi e Gianni Riotta.
Con la chiusura affidata al presidente Mattarella, Pordenonelegge si prepara dunque a vivere un’edizione dal forte valore istituzionale e simbolico, destinata ad accompagnare la città verso il 2027 e a rafforzare il ruolo della cultura come leva di identità, crescita e partecipazione.
