I 100 anni di Maria Di Lenardo.
L’infanzia in Val Resia, poi l’emigrazione e infine il ritorno a casa, alle radici: la signora Maria Di Lenardo ha festeggiato, il 9 gennaio, i suoi cento anni di vita. Una vita lunga e intensa, attraversata con la forza, la tenacia e l’amore per la famiglia che da sempre contraddistinguono le donne resiane.
La famiglia ha voluto festeggiare questo momento speciale con affetto, mentre l’Amministrazione comunale ha portato il saluto ufficiale: venerdì scorso i sindaci di Resia e di Venzone hanno fatto visita alla signora Maria presso la Casa di Riposo di Venzone, omaggiandola con mazzi di fiori e portando l’abbraccio delle rispettive comunità.
Donna forte e generosa
Donna di altri tempi, grande lavoratrice e mamma amorevole, Maria Di Lenardo incarna una generazione cresciuta nella fatica ma anche nel profondo legame con la propria terra. Figlia di Gniva e Uccea, ha vissuto l’infanzia negli anni Trenta e la giovinezza durante la Seconda guerra mondiale, un periodo storico complesso che ha lasciato un segno indelebile nella vita quotidiana.
Ricordi di una vita intensa
Molti aneddoti raccontano la sua forza e determinazione: chilometri percorsi a piedi in ogni stagione, anche d’inverno, quando – tornando dalle visite ai nonni di Uccea – non sempre era possibile rientrare direttamente a Resia da Sella Carnizza. “Allora il viaggio continuava a piedi fino a Tarcento, poi con la “tradotta”, fino a Resiutta, e infine ancora a piedi per risalire la valle“, ricorda Maria.
Giovanissima si sposa e affronta l’esperienza dell’emigrazione, prima in Lussemburgo e poi in Belgio, senza mai dimenticare Resia, la sua terra. Torna definitivamente nel 1995, portando con sé una vita costruita con sacrificio e amore per la famiglia: quattro figli (uno purtroppo scomparso), cinque nipoti e cinque pronipoti, oggi orgogliosi della loro nonna e bisnonna.
Una festa per tutta la comunità
Il compleanno della signora Maria assume un significato speciale per l’intera comunità resiana: quest’anno Resia festeggerà due centenarie, la signora Maria Di Lenardo, appunto, e la signora Maria Di Biasio, oltre a contare su due ultracentenarie, Maria Di Lenardo – un’omonima – ed Elena Giusti. Queste donne rappresentano un patrimonio umano prezioso, testimoni viventi di resilienza, memoria e radici profonde.





