Il Museo tattile MUTAT di San Vito al Tagliamento si prepara ad arricchire la propria collezione con nuove opere originali pensate per essere vissute non solo con lo sguardo, ma anche attraverso il tatto e la percezione multisensoriale. Il progetto “Sculture da toccare” ha infatti vinto il bando promosso da PromoTurismoFVG per le iniziative dedicate alla promozione e alla diffusione del turismo accessibile, nell’ambito del programma “Friuli Venezia Giulia una regione per tutti”.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Culturale Polaris – Amici del Libro Parlato ODV, che gestisce il museo, punta ad ampliare la collezione permanente del MUTAT con nuove sculture progettate per una fruizione diretta, inclusiva e aperta a pubblici diversi.
Selezionati tre artisti per le nuove opere
A realizzare le nuove opere saranno tre artisti veneti selezionati attraverso un confronto tra il museo, la curatrice del progetto ed esperti del settore. Si tratta di Giovanni Pinosio, scultore di Mestre già affermato, e dei più giovani Matilde Bellusci, di Padova, e Riccardo Barichella, di Mestre, individuati per la coerenza delle loro ricerche, la sensibilità materica e l’attenzione ai temi della percezione.
Pinosio lavora con strutture in fil di ferro, sviluppando una ricerca che mette in relazione materia e percezione, solidità della forma e leggerezza del materiale. Le sue figure prendono forma nel vuoto, tra aperture e intersezioni che definiscono l’immagine e, allo stesso tempo, lasciano spazio all’immaginazione.
Diverso, ma altrettanto legato alla sperimentazione materica, il percorso di Matilde Bellusci e Riccardo Barichella, giovani scultori emersi nel concorso d’arte organizzato da FLArte. Le loro opere utilizzano materiali contemporanei come jesmonite, resina poliestere, polvere di marmo, fibra di vetro e legno, capaci di conferire alle sculture una forte presenza plastica e monumentale.
A giugno il percorso di formazione al MUTAT
Il progetto prenderà avvio con due giornate immersive di formazione, in programma il 9 e 10 giugno 2026 negli spazi del MUTAT. Saranno momenti fondamentali per accompagnare gli artisti nel percorso creativo e nel confronto con le modalità di fruizione del museo.
Durante i workshop teorici e pratici, gli artisti approfondiranno i temi della scultura tattile e della progettazione inclusiva, entrando in relazione diretta con un modo diverso di concepire l’opera d’arte: non più soltanto oggetto da osservare, ma esperienza da attraversare con il corpo e con i sensi.
A guidare questa fase saranno anche due figure di riferimento nel campo della scultura accessibile: gli scultori non vedenti di fama internazionale Felice Tagliaferri e Luigi Turati. Tagliaferri condurrà un laboratorio esperienziale sulla modellazione e sulla percezione non visiva dell’opera, mentre Turati porterà il proprio contributo sui processi di traduzione formale e percettiva in chiave inclusiva.
L’arte come esperienza accessibile a tutti
Al centro del progetto c’è l’applicazione dei principi dell’Universal Design, un approccio che mira a rendere ambienti, oggetti e contenuti fruibili dal maggior numero possibile di persone, senza la necessità di adattamenti successivi o soluzioni speciali.
Nel contesto del MUTAT, questo significa immaginare opere che possano essere comprese attraverso il tatto, ma anche attraverso diversi livelli di percezione. L’obiettivo è garantire l’accessibilità alle persone con disabilità visive e, più in generale, a pubblici diversi per età, abilità e modalità cognitive.
La scultura, in questa prospettiva, diventa qualcosa di più di una forma: si trasforma in esperienza, relazione e processo conoscitivo, capace di coinvolgere il corpo nella sua totalità. Per gli artisti, il progetto rappresenta anche una sfida di ricerca, chiamandoli a confrontarsi con nuove modalità espressive e con una responsabilità progettuale più ampia.
Le opere entreranno nella collezione permanente
Al termine del percorso, ciascun artista realizzerà una scultura originale che verrà acquistata ed entrerà a far parte della collezione permanente del MUTAT, contribuendo a rafforzare l’identità del museo come spazio culturale innovativo e realmente accessibile.
“Questo progetto nasce dal desiderio di mettere in dialogo artisti e pubblico in una dimensione più profonda, in cui l’opera sia realmente vissuta. La scultura tattile non rappresenta una semplificazione, ma un ampliamento del linguaggio artistico, capace di includere e generare nuove forme di esperienza”, afferma la curatrice del progetto, Barbara Codogno.
“Con Sculture da toccare continuiamo a costruire un museo che non elimina solo le barriere, ma ripensa radicalmente l’esperienza artistica. Gli artisti coinvolti sono chiamati a una sfida progettuale complessa: creare opere accessibili che mantengano intatta la qualità e la profondità della ricerca contemporanea”, dichiara Erica Gaiatto, direttrice del MUTAT.
Il progetto conferma così l’impegno del museo di San Vito al Tagliamento nella promozione di una cultura inclusiva, accessibile e capace di valorizzare la diversità delle percezioni, trasformandola in una risorsa per tutti.
